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«Per ruoli tecnici occore sempre professionalità e competenza»

L’esponente della Confcommercio sulle nomine dell’Authority

L’esponente della Confcommercio sulle nomine dell’Authority

Egregio direttore,

faccio riferimento alle polemiche riguardanti alcuni dirigenti comunali,ed alle nomine su alcune società partecipate dell’autorità portuale. Specifico che non voglio entrare su queste nomine ma colgo l’occasione per chiederLe uno spazio ,per una riflessione che spero non resti isolata; credo sinceramente che far circolare idee,e non interessi condizioni di più l’evoluzione politica,di quanto non faccia la scelta di partecipare direttamente .Riflessione che faccio (come voce nel deserto anche nel passato), come semplice cittadino, non essendo un ipotetico candidato, né avendo ambizioni, nella consapevolezza che le istituzioni debbano essere vissute come bene comune. Credo per convinzione, che per ruoli tecnici operativi, determinanti per il decollo economico e produttivo della città e del porto, si debba sempre e comunque privilegiare la scelta di personalità basate esclusivamente su professionalità e competenze. In un recente passato la politica ed i partiti politici avevano invaso zone che non erano sicuramente di loro competenza ed abbiamo davanti ai nostri occhi gli sconquassi provocate da gestioni dilettantistiche; vediamo giornalmente i conflitti tra politica e la gente derivanti dall’invadenza dei partiti. Ora leggere sui giornali che alcune Presidenze siano state deliberate in modo “cencelliano”, lascia un po’ perplessi. Certo è altrettanto vero che i partiti e la politica ì siano determinanti per lo sviluppo democratico ; come è indiscutibile che la politica debba fare delle scelte, ma credo che esista un diritto dei cittadini,delle imprese,che vengano chiariti i criteri, le ragioni delle scelte. Io vado da anni chiedendo di rispettare meriti ,competenze e professionalità(nessun riferimento a nessuno delle personalità proposte), che sono termini basilari per una sinistra che creda in un sano liberalismo e riformismo;se in scelte cosi importanti, di tipo tecnico operativo non venisse rispettato il criterio del merito ci troveremmo a combattere aree residuali di un arcaico e stantio sistema che contano più sulla conta delle clientele e delle mediazioni ,che sulla scelta di uomini validi; e se lo schieramento fosse ancora l’unica categoria di interpretazione del valore dei singoli, si andrebbe incontro ad una gigantesca gara di appartenenza a cui non potrebbe che corrispondere un gigantesco apparato di mediocrità diffuso, il cui continuo stillicidio nel passato ha creato danni difficilmente risanabili. La proposta che faccio è che per scelte di grande responsabilità,le forze politiche non utilizzino metodi campanilistici, o di schieramento, che inquinerebbero il tutto di incompetenza professionale; moli strategici debbono essere fatte con logiche di competenza e professionalità. Contrapporsi all’antipolitica, che di ragioni comunque ne ha tante, vuol dire creare nuovi meccanismi di consenso, ma a nulla servirà se non si smantellerà anche quella lottizzazione dello spirito che ancora oggi è presente a Civitavecchia.

                                                                                                                                         Tullio Nunzi

                                                                                                                                 Dirigente nazionale

                                                                                                                             della Confcommercio

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