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Le ''larghe intese'' giunte a un bivio

di MASSIMILIANO GRASSO

 

La questione rifiuti, comunque vada a finire, ha posto il Sindaco di fronte a un bivio: così – è chiaro – la maggioranza non può andare avanti. Le grandi intese non riescono ad esprimere una posizione netta e condivisa sui temi più importanti: abbiamo assistito a scene simili sull’Enel, ma anche sulle materie urbanistiche (si pensi all’articolo 18, ai Patti Territoriali, ai piani integrati), sulle holding. Tutti mal di pancia e polemiche che poi, di fatto, hanno portato la coalizione di governo a non decidere, con Moscherini divenuto ostaggio di personalismi o di interessi particolari ora di questo, ora di quel consigliere. E’ l’ennesima riprova della fine della politica, e dei partiti, per quel fondamentale ruolo di mediazione che erano chiamati a svolgere. In un Comune con 30 consiglieri comunali, il premio di maggioranza assegnato dalla legge elettorale non basta ad assicurare la governabilità e mettere al riparo un’amministrazione dagli appetiti di 4 persone. Si dirà – ed è vero – che questo copione è già stato letto un anno fa con Saladini, quando furono gli incarichi e le deleghe a far traboccare il vaso, che stavolta è pieno di immondizia. Anche oggi, come facemmo allora con Saladini, al Sindaco non possiamo che dare un consiglio: agisca, decida, prima che l’inerzia gli si ritorca contro. In un momento in cui l’opposizione è concentrata su problemi propri (vedi l’avvio del Pd e l’imminente campagna elettorale) più che su un progetto alternativo per Civitavecchia, che al momento obiettivamente non esiste, Moscherini non dovrebbe avere remore nell’aprire una verifica, azzerando la situazione per un cambiamento del quadro politico e, se poi proprio non dovessero sussistere le condizioni per lavorare con questa maggioranza, addirittura avere il coraggio di dimettersi, per ripresentarsi al giudizio degli elettori senza zavorre e…immondizia.

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