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L'odissea degli ex combattenti

ALDOCIVITAVECCHIA – L’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, nata nel 1919, che per anni ha riunito tutti coloro che durante le due guerre mondiali hanno fornito il loro contributo alla patria, già sapeva che la sua durata non sarebbe stata eterna. Venendo a mancare gli iscritti, spesso ultraottantenni, deceduti in buona parte nell’ultimo quinquennio, l’ente si aspettava che presto o tardi avrebbe chiuso i battenti, considerato tra l’altro che lo statuto non consente nessuna fusione con le associazioni d’armi. Col passare degli anni, quel numero consistente di valorosi reduci dai fronti bellici, si è ridotto ad un pugno di uomini, tra i quali pochi frequentatori della sezione di via Risorgimento. Al problema che sicuramente non gratifica chi nonostante il passare degli anni rimane conservatore delle tradizioni e custode della storia, se ne aggiunge un altro non meno grave. L’Ancr a livello nazionale attualmente è commissariata, a causa di una voragine finanziaria di oltre 80 milioni di euro che tra l’altro mette a rischio l’occupazione dei vigili dipendenti dall’istituto Urbe di Roma, connesso all’associazione stessa. Civitavecchia continua nonostante tutto a tenere duro. Il presidente Aldo Scussel porta ancora avanti la sezione che allo stato attuale conta circa 50 iscritti «In noi rimangono valori che vanno oltre le questioni finanziarie – ha dichiarato Scussel – che certamente addolorano, ma che non spengono in noi la voglia di andare avanti». Uno sfogo amaro il suo che interpretante il pensiero di centinaia di ex combattenti ancora in vita, che a Civitavecchia o in altre zone d’Italia certo non si aspettavano che la presidenza a livello nazionale sarebbe arrivata a tagliare i ponti con le sezioni dislocate sulla penisola, dando il benservito a chi fortunatamente 90 o 60 anni fa non se l’è sentita di darlo alla propria patria.

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