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Lotta intestina alla Comunità Montana

Non si placano i malumori tra il presidente Pamela Pierotti e i consiglieri Morbidelli e Sgamma. La minoranza: «La giunta si è insediata con forzature allo Statuto. Siamo spettatori di uno scenario politico che ha già proposto un rimpasto di assessori». Il numero uno della Comon la vede in maniera diversa: «Sono solo attacchi personali senza alcun fondamento politico»

Non si placano i malumori tra il presidente Pamela Pierotti e i consiglieri Morbidelli e Sgamma. La minoranza: «La giunta si è insediata con forzature allo Statuto. Siamo spettatori di uno scenario politico che ha già proposto un rimpasto di assessori». Il numero uno della Comon la vede in maniera diversa: «Sono solo attacchi personali senza alcun fondamento politico»

PAMELAdi ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE  – In questi anni la Comon è sempre stato un terreno minato e scenario di lotte interne e poca tranquillità per quanto riguarda la gestione dell’Ente che unisce i 2 comuni di Allumiere e Tolfa governati da maggioranze politiche diverse: una diversità che ha portato in Comon liti e strascichi polemici. A rendere buio il periodo è poi la spada di Damocle che sta pendendo sulla III Comon dei Monti della Tolfa per la probabile chiusura dell’Ente per mezzo della nuova legge che riduce al minimo le Comunità Montane italiane. La presidente Pamela Pierotti e la sua giunta stanno lottando su 2 fronti: da una parte contro la Regione e lo Stato e dall’altra con l’opposizione interna. Sta tenendo banco in questi giorni, infatti, una ‘‘guerra fredda’’ che si sta consumando a colpi di botta e risposta infuocati a mezzo stampa tra la Pierotti e la minoranza. Ultimo della serie la risposta del consigliere Morbidelli, con lei stavolta ha alzato la voce anche il consigliere Vincenzo Sgamma. «Nessuno ha mai parlato di questioni personali – scrivono Morbidelli e Sgamma – il problema riguarda l’operato in Comon. Siamo stati additati di non aver fatto nulla durante il nostro mandato da assessori, ricevendo anche pesanti accuse di ‘‘sciacallaggio politico’’: quest’attacco non poteva passare inosservato. Siamo spettatori di uno scenario politico che dall’insediamento ha già fatto rimpasto di assessori e vicepresidente e non escludiamo che a breve ne faranno altri: sembra che l’accordo preveda delle sostituzioni per accontentare tutti, per non dimenticare che la giunta in questione si è insediata con forzature allo statuto e parere illegittimo del segretario. Ribadiamo che non si può convocare il consiglio ogni 4 mesi dopo che i consiglieri non sono coinvolti in nessuna iniziativa. Ci chiediamo ancora come mai la sfiducia costruttiva concordata con tutta la giunta a febbraio scorso sia caduta nel dimenticatoio».

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