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Mare monstrum, Legambiente: "148 abusi marittimi nel 2007"

TARQUINIA – “Il Lazio migliora la sua posizione e si piazza al nono posto tra le regioni costiere italiane per quanto riguarda l’abusivismo costiero”. È quanto emerge dal rapporto di Legambiente Mare Monstrum 2008. “Gli ultimi dodici mesi – si legge nel rapporto – dobbiamo ricordarlo, sono stati anche quelli delle ruspe della Regione Lazio che finalmente nel luglio scorso hanno tirato giù la palazzina nell’area archeologica di Gravisca a Tarquinia e nel dicembre del 2007, dopo vent’anni di mobilitazioni ambientaliste, hanno abbattuto i 21 scheletri di cemento di Isola di Ciurli a Fondi”. Nel 2007, secondo dati delle forze dell’ordine e della capitanerie di porto elaborati da Legambiente, nel Lazio sono state accertate 148 infrazioni, denunciate o arrestate 168 persone, effettuati 63 sequestri. Nella classifica il Lazio è preceduto da Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna, Puglia, Toscana, Liguria, Abruzzo. Il rapporto Mare Monstrum 2008 di Legambiente parla inoltre di scarichi illegali sul lungomare romano: “Ardea, Ladispoli e Cerveteri: un lungomare di scarichi illegali. Il nostro sopralluogo è partito ad Ardea dal fosso di via Biffi. Sulla spiaggia accanto a dove sfocia in mare campeggia l’inevitabile cartello con il divieto di balneazione, peraltro non rispettato: l’incoscienza fa si che molti si tuffino in qualcosa che è difficile definire mare. Il nostro istruttivo viaggio è continuato lungo via dei Troiani, dove abbiamo incontrato una lunga serie di immobili edificati sulla spiaggia. Come è noto – ma forse non vale per Ardea – le spiagge non sono aree edificabili, ma fanno parte del demanio marittimo e quindi sono aree pubbliche per eccellenza. È possibile – ma solo attraverso concessioni demaniali – realizzare capanni per la pesca in materiali smontabili. Qui invece gli edifici sono in muratura, si tratta di seconde case utilizzate per il solo periodo estivo, delle quali non è dato sapere dove finiscano i reflui domestici, e se finissero al sistema fognario, chi abbia mai autorizzato gli allacci per immobili abusivi. La questione acque reflue è significativa anche a Cerveteri e Ladispoli: il primo ha 34mila residenti che diventano 48mila nel periodo estivo, il secondo passa dai circa 30mila a 50mila. Numeri che hanno un impatto considerevole sulle reti fognarie cittadine, con la semplice conseguenza che queste non reggono e l’acqua degli scarichi si mescola con quella della rete idrica. A Cerveteri anche il depuratore di Campo di Mare ha avuto molti problemi. Tarato per servire una zona nata come località di villeggiatura, fatta di seconde case abitate pochi mesi all’anno, oggi è residenza di molte giovani coppie che sono scappate dal ‘caro immobili’ della Capitale e non sopporta il nuovo carico antropico. A Ladispoli passa, prima di buttarsi in mare, il fosso Vaccina, che arriva dopo aver “raccolto” gli scarichi, soprattutto quelli illegali delle attività agricole, della vicina Cerveteri. Il fosso sta diventando giorno dopo giorno una discarica a cielo aperto visto che ci si trovano rifiuti urbani di ogni tipo”.

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