Pubblicato il

Medio Tirreno, Zappacosta ancora al vertice

A novembre scorso rassegnò le dimissioni invalidate da un vizio di forma contenuto nella delibera. L’assessore ai Lavori Pubblici non avrebbe mai lasciato la sua poltrona di presidente del consorzio nonostante l’incompatibilità col ruolo di amministratore. Divergenze tra i Comuni di Civitavecchia e Tarquinia sul futuro dell’ente. Il Sindaco Mazzola: «O si riducono i costi di gestione, oppure si va verso la chiusura»

A novembre scorso rassegnò le dimissioni invalidate da un vizio di forma contenuto nella delibera. L’assessore ai Lavori Pubblici non avrebbe mai lasciato la sua poltrona di presidente del consorzio nonostante l’incompatibilità col ruolo di amministratore. Divergenze tra i Comuni di Civitavecchia e Tarquinia sul futuro dell’ente. Il Sindaco Mazzola: «O si riducono i costi di gestione, oppure si va verso la chiusura»

CIVITAVECCHIA – «Rimetto nelle mani del Sindaco le mie dimissioni dalla presidenza del consorzio Medio Tirreno». Con queste parole Enrico Zappacosta si congedò lo scorso novembre dall’incarico che gli era stato affidato dal Commissario Prefettizio Angelo Di Caprio e che avrebbe dovuto ricoprire fino a dicembre 2008. Qualcosa però non è andata nel verso giusto. All’indomani della nomina ad assessore ai Lavori Pubblici, l’esponente di Alleanza Nazionale ha subito attacchi politici da più fronti, che evidenziavano una palese incompatibilità tra i due ruoli ricoperti, come dire: controllore e controllato. Una posizione che ha portato Zappacosta ad annunciare le sue dimissioni, salvo poi continuare a svolgere le funzioni di presidente del Medio Tirreno perché la delibera avrebbe contenuto dei vizi di forma. Nulla è cambiato quindi, almeno fino ad oggi, con l’assessore ai Lavori Pubblici che continua a convocare le assemblee e a svolgere le mansioni tipiche dell’amministratore. Come mai nessuno si è accorto del problema? La questione del Medio Tirreno tuttavia si sta trasformando in uno scontro tra Comuni, con Tarquinia costretta a subire gli umori di Civitavecchia, per quanto riguarda una convocazione di assemblea, rimandata da Moscherini di giorno in giorno. «La riduzione del numero dei consiglieri per noi è essenziale – ha fatto sapere il primo cittadino di Tarquinia Mauro Mazzola – oppure chiederemo la chiusura del consorzio a causa dei costi altissimi che l’ente comporta». Al momento infatti, il Medio Tirreno vanta più soci d’assemblea che dipendenti: 9 contro 4, mentre i consiglieri sarebbero 5. Il problema ora sarebbe la nomina del nuovo presidente, che toccherebbe al Comune di Tarquinia, seppure di recente si vocifera della volontà di Moscherini di temporeggiare sulle nuove figure da individuare. Intanto Mazzola è deciso: «Con o senza il presidente, se entro lunedì non sarà convocata l’assemblea, precorreremo altre strade».

ULTIME NEWS