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Nuovi strumenti per l’ospedale di Tarquinia

L’Andos ha donato al nosocomio etrusco 90 mila euro ottenuti grazie ai finanziamenti erogati nell’ambito del bando nazionale ‘‘Enel cuore’’In funzione da una settimana un nuovo ecocolor doppler per il reparto di Radiologia e Oncologia . Donati anche un personal computer e tre poltrone elettriche per il day hospital Il dottor Rinaldo Capoccia: «Si tratta di attrezzature necessarie anche per sopperire alla grande mole di lavoro: in soli 6 mesi abbiamo infatti effettuato oltre 4mila prestazioni»

L’Andos ha donato al nosocomio etrusco 90 mila euro ottenuti grazie ai finanziamenti erogati nell’ambito del bando nazionale ‘‘Enel cuore’’In funzione da una settimana un nuovo ecocolor doppler per il reparto di Radiologia e Oncologia . Donati anche un personal computer e tre poltrone elettriche per il day hospital Il dottor Rinaldo Capoccia: «Si tratta di attrezzature necessarie anche per sopperire alla grande mole di lavoro: in soli 6 mesi abbiamo infatti effettuato oltre 4mila prestazioni»

OSPEDALETARQUINIA – L’ospedale di Tarquinia cresce e si arricchisce di nuove strumentazioni. È operativo già da una settimana il nuovo Ecocolor doppler, donato dall’Andos (l’associazione nazionale donne operate al seno) all’ospedale di Tarquinia. Lo strumento – che rappresenta la più recente innovazione tecnologica nella diagnostica con ultrasuoni, visualizzando in modo diretto ed in tempo reale il flusso all’interno dei vasi codificandolo a colori -, è approdato all’ospedale di Tarquinia grazie ad un bando nazionale indetto lo scorso anno dall’Enel nell’ambito del progetto ‘’Enel cuore’’ aperto a tutte le onlus e al quale ha partecipato anche l’Andos locale, da gennaio presieduta dal primario di Radiologia dell’ospedale di Tarquinia, dottor Rinaldo Capoccia. Il progetto ha permesso all’associazione senza scopo di lucro di ottenere un finanziamento di ben 90mila euro che poi è stato girato al nosocomio etrusco, e nello specifico ai reparti di radiologia e di oncologia, per l’acquisto di questo importante apparecchio all’avanguardia che permette di fare una diagnosi più precisa. Con lo stesso finanziamento, erogato già lo scorso marzo, sono state acquistate anche tre poltrone elettriche utilizzate per il day hospital oncologico e un personal computer. «Il tutto – ha spiegato il primario di Radiologia Rinaldo Capoccia – è stato necessario per garantire un servizio più efficiente, vista anche la mole di lavoro che è in continuo aumento. Basti pensare che in soli sei mesi, da gennaio ad oggi, sono state erogate ben 3.380 prestazioni ecografiche e 1.310 prestazioni senologiche (che comprendono sia le ecografie mammarie sia le mammografie)». Il dato è in continua crescita e, peraltro, è anche indice di un ospedale in ottima salute che, a dispetto dei tanti allarmismi sulla presunta chiusura, continua ad aumentare le utenze. «Basti pensare – spiega il dottor Capoccia – che il 50% delle nostre prestazioni arrivano da Civitavecchia e dintorni, non solo dalla nostra città ma anche da tanti paesi limitrofi». I dati dell’ospedale di Tarquinia, del resto, parlano chiaro: l’attività del day hospital è in continua crescita. Solo il reparto di ginecologia registra 500 parti l’anno e il pronto soccorso è subissato di richieste. I segnali positivi, di un ospedale che funziona, dunque ci sono. Anche perché, laddove non arriva l’azienda Asl, con i cordoni economici sempre più stretti a causa di una sanità regionale in deficit, i medici e il personale sanitario non si abbattono e si organizzano come possono. Il primario di Radiologia e il suo personale, ad esempio, si sono rimboccati le maniche per migliorare anche la qualità degli ambienti: «Abbiamo tinteggiato le pareti e trovato finanziamenti per l’acquisto di sedie, quadri e per rendere più decorosa la sala d’attesa», ha spiegato il dottor Capoccia, che anche in veste di presidente dell’Andos ha ribadito: «Noi come TARQUINIAAndos dove ci danno i finanziamenti andiamo. La sanità ha bisogno di fondi e per questo noi ci organizziamo come possiamo». Un intervento fai da te, infatti, quello del reparto di Radiologia, che ha visto la collaborazione di un’equipe affiatata ed efficiente che tiene al proprio lavoro e anche ai suoi pazienti. L’Andos, da parte sua, archiviato con successo questo progetto a favore dell’ospedale di Tarquinia, è già al lavoro per altri programmi, per i quali ha chiesto finanziamenti alla Cariciv, ad altre banche nonchè alle aziende ed istituzioni operanti sul territorio. Dopo anche l’ottimo risultato ottenuto per il ciclo di convegni sul tema del tumore al seno, l’Andos, con il proprio volontariato professionale, procede dunque spedita. Le iniziative in cantiere da parte della sezione locale sono numerose, e puntano ad avviare attività di prevenzione, informazione, e tutto quanto può essere utile per andare incontro alle esigenze delle donne operate al seno.
Ale.Ro.

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