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Oltre tremila persone alla manifestazione no coke di Tarquinia

I trattori hanno bloccato l'Aurelia

I trattori hanno bloccato l'Aurelia

TARQUINIA – All’inizio in piazza Matteotti erano circa mille persone. Poi, quando il corteo ha iniziato a sfilare per le vie della città, dirigendosi verso la statale Aurelia, la quantità di manifestanti è lievitata fino a toccare oltre tremila persone: tra agricoltori, politici di destra e sinistra, mamme, papà, nonni e bambini seguiti da decine di trattori con le bandiere della Coldiretti e della Cia. Tutti uniti, per dire ‘’no alla riconversione a carbone della centrale Torre Valdaliga nord di Civitavecchia”. Alla protesta, organizzata dai comitati no-coke dell’alto Lazio, hanno aderito quasi tutti i sindaci del comprensorio, c’era il sindaco  di Ladispoli Crescenzo Paliotta, quello di Cerveteri, Gino Ciogli, la Provincia di Viterbo e di Roma, gli assessori regionale e provinciale Luigi Nieri e Massimiliano Smeriglio, la Coldiretti, la Confesercenti e TARQUINIAl’Ascom e una lunga lista di associazioni e movimenti. C’erano anche tanti esponenti del centrodestra, come la senatrice Laura Allegrini, i rappresentanti dell’opposizione di Tarquinia, Marco Fiaccadori di Fi e di Montalto di Castro, Fabiola Talenti (An). Il primo ad arrivare in piazza Matteotti, pochi minuti prima delle nove, è stato il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola che con un’azione di coraggio, degli ultimi tre giorni, ha deciso di scendere in campo e fare la battaglia contro il carbone al fianco dei suoi cittadini. Sul palco, allestito in piazza del Comune, hanno parlato prima i no coke che in breve hanno illustrato i punti salienti della piattaforma programmatica condivisa da cittadini e istituzioni. Nella piattaforma programmatica, gli organizzatori ribadiscono che i cittadini dei Comuni interessati delle emissioni inquinanti della centrale “rifiutano i soldi o qualunque altro accordo compensativo che non preveda il blocco della riconversione a carbone della centrale, e chiedono al ministro Scajola di bloccare i lavori già in corso nella centrale”. Dagli organizzatori della manifestazione partono anche altre tre richieste: quella di effettuare una nuova valutazione di impatto ambientale della riconversione della centrale, quella di creare un registro dei tumori e quella all’Authority per la pubblicità affinché venga sanzionato l’uso dell’aggettivo pulito in riferimento alla parola carbone. Fischi dalla piazza nei confronti del sindaco di Tarquinia, che secondo i manifestanti: “non ha mantenuto un comportamento coerente con le promesse di lotta contro la riconversione della centrale fatte in campagna elettorale”. Colto da un momento di TARQUINIArabbia, Mazzola ad un certo punto ha chiesto la parola. Il sindaco si è sfilato la fascia tricolore ed è salito sul palco di piazza Matteotti, inveendo contro i no coke che non avevano nominato il Comune di Tarquinia tra gli aderenti alla manifestazione. Mazzola ha stigmatizzato l’assenza di tanti primi cittadini e speso parole di fuoco contro “la facile strumentalizzazione politica’’. Il primo cittadino etrusco ha poi attaccato frontalmente il sindaco di Civitavecchia, Gianni Moscherini, accusandolo di “connivenza con l’Enel”. Secondo Mazzola, è per questa ragione che a Civitavecchia, sede dell’impianto “tutti stanno zitti, nessuno protesta contro il carbone”. “Noi siamo per la tutela della salute e dell’ambiente – ha urlato a gran voce il sindaco di Tarquinia – quindi contro ogni forma di inquinamento”. Poi ha lanciato un messaggio forte ai no coke: “Facciamola finita con le strumentalizzazioni politiche. Se l’obiettivo è unico, percorriamolo insieme. Noi ovviamente dobbiamo seguire le vie istituzionali, voi le vostre per un unico scopo che è quello di tutelare la vita dei nostri figli”. Fischi e urla hanno però risuonato dalla piazza dopo la domanda diretta di un no coke: “Ci dica che non vuole la centrale a carbone di Civitavecchia”.Il sindaco Mazzola in un primo momento è sembrato voler bypassare la risposta. “Io sono contrario a tutte le forme di inquinamento – ha detto – ed anche per questo stiamo lavorando affinché venga riconosciuto anche ai comuni limitrofi un potere istituzionale di intervenire in caso di inquinamento”. “Non ho paura di nessuno – ha poi aggiunto Mazzola – né sono sulla busta paga di alcunoo”. All’ennesimo incalzare di Cesarini, dei no coke, “per fugare tutte le ambiguità”, Mazzola è sbottato: “Allora non avete capito, siamo contro la centrale e siamo contro tutto quello che inquina, anche contro la centrale di Montalto, contro Tirreno Power e contro il porto. Io sono con i cittadini, mi dicano quello che devo fare e io faccio”. Mazzola ha poi ribadito la richiesta di un incontro con il ministro delle Attività Produttive, Claudio Scajola, per chiedere la sospensione dei lavori a Torre Valdaliga Nord.
La protesta è poi proseguita con un intervento via web del comico genovese Beppe Grillo che ha ribadito: “Il carbone pulito è un bluff, non esiste. Non fatevi infinocchiare”. “In tutto il mondo – ha aggiunto Grillo – i governi stanno riducendo la produzione di energia con il carbone e stanno studiando strade alternative, solo da noi si vuole incrementare l’uso di un prodotto micidiale per la salute dei cittadini”. Grillo ha poi sostenuto che l’Enel, con la complicità dello stato e dei poteri forti “attraverso l’uso del carbone si accinge a devastare le produzioni agricole e le vocazioni turistiche dei TARQUINIAterritori”. Il comico ha ribadito i rischi per la salute dei cittadini derivanti dal carbone. Infine ha criticato i provvedimenti del governo su Napoli. “Manderanno l’esercito – ha detto – a presidiare discariche e proteggere inceneritori: a controllare cioé che nessuno disturbi l’esecuzione di un’intera regione e della sua popolazione”. Sul palco degli interventi hanno preso la parola anche Raoul Maltini che ha testimoniato le gravi condzioni della comunità di Gualdo Cattaneo, in Umbria, dove è stata realizzata una centrale a carbone “nonostante le proteste di metà popolazione”. “Questo è stato possibile – ha detto Maltini – grazie alla connivenza con l’Enel dell’allora sindaco Becchetti che ignorò le firme. Adesso la comunità di Gualdo Cattaneo è l’unica in Umbria che si sta spopolando. Il reparto di oncologia dell’ospedale di Perugina è pieno di lavoro. E pensare che da noi sono state realizzati, solo, due gruppi da 75 mega watt. Non fatevi incantare dalle promesse dell’Enel. L’Enel, all’epoca promise la copertura dei carbonili e ciò non è mai avvenuto, promise agli amministratori anche soldi per impianti sportivi e anche questa non si è verificato. L’Enel ha anche bruciato olio combustibile denso, proveniente dalle centrali di Montalto di Castro e altre centrali senza che le popolazioni sapessero nulla. Non fatevi incantare”. Hanno preso la parola anche l’assessore della Provincia di Viterbo Picchiarelli e l’ex ministro all’Ambiente Willy Bordon: “Da ex uomo di governo e da ex sindaco – ha detto – quindi abituato a conoscere le procedure, vi dico che l’autorizzazione concessa all’Enel per l’uso del carbone a Civitavecchia è illegittima e inaccettabile”. “Ho letto la vostra piattaforma – ha aggiunto Bordon – e la condivido totalmente. Il governo deve disporre, come voi chiedete, una nuova valutazione di impatto strategica, che tenga conto delle ripercussioni sull’ambiente, sulla salute e sull’economia del territorio”. Bordon ha sostenuto che le affermazioni dell’Enel, secondo le quali con l’uso del carbone le emissioni verrebbero ridotte dell’85%, “non bastano a tranquillizzarci. L’abbattimento deve essere del 100%. Soltanto così si porrà la salute della gente e la tutela del territorio prima degli interessi economici”. “Boicottare l’Enel scegliendo un altro gestore per la fornitura di energia elettrica grazie alle possibilità offerte dalle privatizzazioni nel settore dell’energia”. È questa la proposta avanzata poi dagli organizzatori del corteo contro la riconversione a carbone della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord. “La nostra battaglia deve continuare, dobbiamo pensare ad altre forme di lotta non violenta contro l’Enel – proseguono i “no coke” – con la privatizzazione dell’energia Enel non avrà più il monopolio e potremmo scegliere noi il gestore che vogliamo, una possibilità sarebbe quella di mandare le disdette all’Enel e cercarci altri fornitori di energia elettrica”. Intorno alle 11 la lunga fiumana di persone si è avviata verso la via Aurelia che è stata bloccata dal corteo dei no coke, scortato da un ingente spiegamento di forze dell’ordine: polizia di stato, stradale, carabinieri, finanza e polizia locale. Il traffico automobilistico è stato fatto deviare all’altezza della località Spinicci. I manifestanti hanno percorso la strada statale per un chilometro e mezzo in direzione di Civitavecchia, dove è situato l’impianto. Alle 16 la statale era ancora bloccata. Il corteo si è fermato all’incrocio con villa Bruschi Falgari dove sono seguiti una serie di interventi da parte del sindaco Mazzola e dei no coke. I trattori  hanno continuato il loro percorso fino all’imbocco dell’autostrada. Poi torneranno indietro. Contatti in corso tra le forze dell’ordine ed i manifestanti no coke che non volevano liberare il tratto di via Aurelia da loro occupato. I manifestanti avevano chiesto un incontro con il prefetto di Viterbo Giacchetti da effettuare direttamente in strada, le forze dell’ordine gli hanno però risposto che il prefetto “li avrebbe incontrati nel palazzo comunale di Tarquinia”. I manifestanti hanno continuato a desistere: “Rimarremo qui fino a che il prefetto non scenderà in strada sulla via Aurelia per incontrarci e dall’incontro deve scaturire una nota ufficiale nella quale venga riconosciuto che non esiste carbone pulito”. Lungo la statale si sono posizionati alcuni mezzi blindati della polizia poi gli agenti hanno iniziato a sgomberare la strada con la forza. Circa una sessantina di no coke che si erano seduti per terra, sono stati portati via di peso. “Se non hanno risposte convincenti ribloccheremo l’Aurelia”, hanno detto alcuni no coke mentre si recavano all’incontro col prefetto in Comune.Ale.Ro.

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