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Omicidio al Sunrise, Frignani ha sparato con la freddezza di un killer

Il buttafuori Massimo Petroni è stato colpito al torace e alla mano. Inutili i tentativi di rianimarlo. Per il pregiudicato di Santa Marinella lunedì la convalida di arresto in carcere. Intanto i carabinieri cercano la pistola

Il buttafuori Massimo Petroni è stato colpito al torace e alla mano. Inutili i tentativi di rianimarlo. Per il pregiudicato di Santa Marinella lunedì la convalida di arresto in carcere. Intanto i carabinieri cercano la pistola

CIVITAVECCHIA – Non parla Stefano Frignani, si avvale della facoltà di non rispondere, come suggeritogli dai suoi avvocati Salvatore Sciullo e Paolo Tagliaferri. «Abbiamo scelto di seguire, per il momento, questa strada difensiva – hanno spiegato i legali – in attesa di raccogliere ulteriori riscontri in merito a quanto avvenuto. D’altronde ci sono ancora pochi elementi per poter fornire la nostra versione dei fatti». CliccaLa volontà dei due giovani avvocati locali è infatti quella di predisporre una difesa tecnica, tanto che si sono già recati al Sunrise per un sopralluogo e per effettuare i propri rilievi del caso. «Lunedì intanto si terrà l’interrogatorio di garanzia e la convalida d’arresto al supercarcere di Borgata Aurelia – hanno aggiunto – vedremo come comportarci». Anche se, non avendo avuto ancora la possibilità di leggere e studiare bene gli atti, probabilmente proseguiranno sulla strada del silenzio. «D’altronde la situazione è delicata – hanno concluso – vogliamo capire l’effettiva dinamica dei fatti». Una cosa è certa: tre colpi di pistola sono stati fatali per Massimo Petroni, 47enne di Ladispoli, buttafuori al locale ‘‘PuntoG’’, ex Sunrise, teatro dell’omicidio avvenuto la notte scorsa. Era da poco trascorsa l’una quando all’interno del noto locale nei pressi dell’uscita A12, direzione Santa Marinella, fa il suo ingresso Stefano Frignani, pregiudicato 41enne di Santa ARRESTOMarinella. Secondo le ricostruzioni dei presenti l’uomo si sarebbe diretto nel privè della discoteca: sui divanetti c’era un gruppo di giovani. Con uno in particolare Frignani inizia a discutere, intimandogli di uscire per risolvere una faccenda. Il ragazzo l’ha seguito, discutendo, nella pista esterna del locale, quella utilizzata d’estate. Tra i due nasce una lite. Intorno c’è gente. Curiosi. Frignani estrae la pistola. Spara due colpi a terra, tra le gambe del ragazzo. Sale la tensione e richiamato dagli spari sopraggiunge anche Petroni, responsabile della sicurezza. Il buttafuori non fa neanche in tempo a disarmarlo che viene raggiunto da tre colpi di pistola: due sulla parte destra del torace, l’altro sulla mano. Sono le 2.29 quando la Misericordia viene allertata per un codice rosso ed immediatamente giunge sul posto con un’ambulanza. Petroni era privo di conoscenza: quasi 40 minuti di rianimazione cardio polmonare prima di constatarne il decesso. OMICIDIOPer il buttafuori non c’era più nulla da fare. Nel frattempo però Frignani era riuscito a scappare: aveva divelto la recinzione e si era dileguato nella campagna circostante. Sul posto sono giunti subito i carabinieri della Compagnia di via Sangallo. Quaranta uomini coordinati dal capitano Mauro Izzo e circa tre ore di ricerche: attorno alle 7 l’uomo è stato raggiunto a poche centinaia di metri da casa. Manette ai polsi, interrogatorio in Procura, di fronte al sostituto procuratore Elena Neri, poi via verso il carcere di Borgata Aurelia. Fino alla tarda serata di ieri non era ancora stata trovata la pistola con cui è stato freddato Petroni.

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