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Omicidio al Sunrise. «Era venuto per regolare un conto in sospeso»

Marco e Paola, una coppia di Civitavecchia, raccontano cosa è avvenuto intorno alle 2,10 all’interno del locale Secondo i testimoni, Frignani è andato direttamente da un giovane che conosceva e con cui ha iniziato a litigare. Una volta fuori, l’omicida gli ha sparato tra i piedi. Poi è arrivato ‘‘il Gallina’’, freddato con tre colpi a bruciapelo

Marco e Paola, una coppia di Civitavecchia, raccontano cosa è avvenuto intorno alle 2,10 all’interno del locale Secondo i testimoni, Frignani è andato direttamente da un giovane che conosceva e con cui ha iniziato a litigare. Una volta fuori, l’omicida gli ha sparato tra i piedi. Poi è arrivato ‘‘il Gallina’’, freddato con tre colpi a bruciapelo

OMICIDIOCIVITAVECCHIA – «Eravamo seduti e intorno alle 2 è entrato un uomo che non è passato per niente dalla pista da ballo ma si è recato direttamente davanti ai divanetti e si è rivolto in malo modo ad un ragazzo che era lì, intimandogli di uscire». Marco e Paola, due coniugi di Civitavecchia presenti l’altra notte nel locale, iniziano così il loro racconto di una serata di divertimento trasformata in tragedia. «E’ intervenuto un primo buttafuori – proseguono – che ha cercato di sedare gli animi. Ma i due litiganti intorno alle 2.10 sono andati nella pista esterna e lì è proseguita la lite, prima a parole, poi nei fatti. L’uomo infatti ha estratto la pistola e ha ‘‘scarrellato’’ davanti ad uno dei buttafuori, ha sparato in terra, tra i piedi del giovane con cui stava litigando. A quel punto è intervenuto il responsabile della sicurezza del locale, Massimo, che tutti conoscevamo come ‘‘Gallina’’. Ma non ha fatto neanche in tempo ad arrivare che è stato colpito dai tre colpi. Abbiamo visto Massimo accasciarsi e lamentarsi. L’uomo che ha sparato è fuggito oltrepassando la rete. Al rumore degli spari molti avventori del locale sono usciti e si sono trovati di fronte all’uomo sdraiato per terra, sanguinante e ormai in fin di vita. Poi è arrivata l’ambulanza che ha provato a rianimarlo, ma lo abbiamo visto morire sotto i nostri occhi». Erano presenti anche alcuni giovani civitavecchiesi che hanno confermato il racconto della coppia e che sono stati ascoltati dai carabinieri. Tra questi, T.P. e A.C. che OMICIDIOspiegano anche i motivi della lite. Secondo la versione dei due si sarebbe trattato di un conto da regolare, «perchè l’assassino è entrato andando direttamente dal giovane». C.D., un’altra delle ragazze presenti al momento del fatto, ha poi sottolineato che «all’inzio nessuno ha dato peso alla lite, visto che spesso nel locale si verficano dei contrasti. Infatti siamo usciti solo dopo che si sono sentiti gli spari e che abbiamo visto tante persone correre fuori».
«Un gesto folle e sconsiderato che non ha nessun tipo di spiegazione», ha dichiarato uno dei proprietari del locale, Stefano De Piccoli: «Le persone – commenta – chiunque esse siano, che fanno atti del genere, non sono giustificate per nessuna ragione al mondo. Io so che la gente che viene nel locale, si diverte. Noi investiamo molto sulla sicurezza sia in termini numerici sia in termini di qualità e Massimo era uno dei più validi collaboratori». C’è poi il ricordo di Luigi, un frequentatore assiduo del locale: «Era un ragazzo solare e gioviale. Anche l’altra sera sono stato qui. Non ha mancato di salutarci e di farsi vedere e sentire, professionalmente era ineccepibile. La follia umana non ha limiti, questa cosa ci sconvolge perchè questo è un locale a conduzione familiare e noi siamo soliti venirci con le famiglie. Ho ricevuto una telefonata da un’amica che ha una bambina e si domandava se tutto questo era successo proprio qui. Questo dimostra quanto il tutto sia anomalo e sconvolgente». Scossa la testimonianza di un altro gestore, Ismaele de Crescenzo: «Impensabile che la gente vada in giro nei locali con armi addosso. Non era preventivabile niente di quello che è successo. Abbiamo selezionato persone esperte come addetti alla sicurezza, fra i quali Massimo. Persone che fanno questo lavoro da 20 anni. Ieri sera in turno nel locale c’erano sei buttafuori. Ma non c’è modo di prevenire questo tipo di incidenti, non possiamo effettuare perquisizioni. Abbiamo in dotazione un metaldetector. Una volta l’abbiamo usato ma abbiamo avuto infinite proteste. L’altra sera ho lavorato dietro al bancone con i baristi. Non ho visto quello che succedeva nel locale. So che Massimo si è inserito in un diverbio fra persone che si è protratto tutta la sera. L’ultimo avviso a smetterla si è tramutato in colluttazione con Frignani che poi ha estratto la pistola».

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