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Pesca, a Fiumicino pescherie chiuse, ristoranti senza paranza

FIUMICINO  – Pescherie chiuse, niente pesce servito in tavola in alcuni ristoranti, in altri solo quello importato,ripercussioni sull’occupazione. Cominciano a farsi sentire, a Fiumicino, piazza rinomata nell’area romana per
la vendita del pesce fresco e per la gastronomia, gli effetti del fermo della pesca contro il caro gasolio. “Questa mattina abbiamo aperto un’ora soltanto per finire le ultime cinque casse di pesce che avevamo in giacenza – dice Luigi Satta, titolare di una nota pescheria lungo il porto canale – ma ora l’attività rimane chiusa e si rischia di mandare il personale in ferie forzate. La totalità delle 18 attività di pescheria a Fiumicino sono chiuse e nei ristoranti non c’é pesce di paranza. C’é la sensazione, se da lunedì prossimo non arriverà qualche spiraglio, che la situazione rimanga in stallo e che le imbarcazioni, che hanno da noi piena solidarietà, non usciranno ancora”. Alcune attività di ristorazione non servono più pesce in tavola. “Abbiamo affisso cartelli per informare la clientela – riferiscono dal ristorante Isola d’Oro – da giorni nessun approvvigionamento”. “Niente alici o pesce azzurro locale – spiegano i titolari de “La perla” – solo pesce importato dall’Olanda, qualcosa dalla Croazia con un ritocco dei costi per noi dell’8-10 per cento. Non abbiamo aumentato pero i listini per i clienti. Certo, la situazione è seria e gli effetti sull’economia locale possono essere pesanti”. Altre attività di ristorazione o supermercati, dicono a Fiumicino gli esperti del settore, lavorano con pesce d’importazione dal mercato greco, slavo o d’allevamento. Una situazione che ha portato anche gli organizzatori dellatradizionale sagra del pesce, al via da oggi, a confermare l’appuntamento ma a puntare su menù alternativi e prodotti di terra locali.

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