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Pescatori al porto contro il caro gasolio

FIUMICINOFIUMICINO – Una delegazione di pescatori di Fiumicino, circa una ventina, in rappresentanza della flotta locale composta da 30 pescherecci a strascico e 30 barche di piccola pesca, hanno scelto la vetrina dell’inaugurazione della nuova stazione marittima per far capire le motivazione del blocco deciso dalle marinerie italiane. I pescatori ha protestato davanti la sede del porto contro i rincari sul prezzo del gasolio. “Le nostre barche sono ferme – ha detto Nicola Imperato, pescatore di Fiumicino – perché stiamo partecipando ad una protesta che vede, oltre ai pescatori italiani, anche quelli di Francia, Belgio, Portogallo e Spagna dire ‘no’ al caro gasolio. Per uscire a pescare, con la mia imbarcazione, spendo 800 euro al giorno solo di gasolio. E’ un costo insostenibile. Chiediamo al governo di abbassarne il costo per questo settore, per due anni, a 0.40 centesimi anziché la cifra attuale che ormai è del doppio”. E’ stata una protesta silenziosa con striscioni sventolati per dare visibilità allo sciopero, ad oltranza, che i pescatori si sono detti pronti a portare avanti. “Il gasolio ci affama”. Questa la scritta su uno striscione esposto dinnanzi al nuovo terminal per i traghetti. “Andiamo a lavorare ormai solo per rimetterci, siamo in una situazione critica – hanno detto i pescatori – siamo costretti a fermarci perché così non riusciamo ad andare avanti”. I pescatori hanno avuto un breve incontro con il sindaco di Fiumicino Mario Canapini e con il presidente dell’Autorità portuale Fabio Ciani, i quali hanno espresso loro solidarietà. “La garbata e civile protesta – ha detto Canapini – è da tutti noi condivisa per poter sensibilizzare il Governo ad affrontare il problema, fissando un prezzo di riferimento del carburante che resti invariato rispetto al costo del petrolio: molte attività rischiano di chiudere”.

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