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Pierotti divide l’Udc

ANGELOCIVITAVECCHIA – Controreplica di Angelo Pierotti all’Udc sulla vicenda dei manifesti affissi al Pincio. Il riformista di sinistra prende di mira in particolare il segretario Messina, il vice-sindaco Vinaccia e l’estensore del comunicato (firmato dal comitato comunale dell’Udc, ndr) «che parla – scrive Pierotti – di inesistente credibilità personale e politica riferendosi a ragli di asino, ma dimentica il suo percorso politico, quando, durante la giunta De Sio, il suo raglio forse non arrivò in cielo, ma fu ascoltato da Etruria Servizi per sistemare qualche suo familiare, fino al tradimento quando fu eletto nella lista Saladini. Il sottoscritto non vive certo di politica e non cambia casacca per sistemare parenti e amici o ricoprire posti di potere come da anni succede a questo signore ed è consapevole di non essere in grado di fare l’amministratore di una città ridotta in questi termini proprio da personaggi come lui. Quanto a Messina e Vinaccia, se la credibilità personale o politica si dovesse misurare dai consensi dell’elettorato, i due signori sopra citati dovrebbero fare il mea culpa e lasciare il posto a persone più qualificate di loro. Da ultimo, per il termine ‘‘guitto’’ – sinonimo di furfante – ho già dato mandato per presentare denuncia querela». Intanto, il capogruppo dell’Udc Gianfranco Bergodi precisa «di non fare parte di alcun comitato comunale e di non sapere neppure che esista una tale struttura nel partito, dove conosco solo il direttivo».

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