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Pino Quartullo tra cinema e teatro

L’attore è sugli schermi con il film ‘‘Scusa ma ti chiamo amore’’ di Federico Moccia

L’attore è sugli schermi con il film ‘‘Scusa ma ti chiamo amore’’ di Federico Moccia

CIVITAVECCHIA – Pino Quartullo si divide da sempre tra cinema e teatro. In questi giorni il direttore artistico del Traiano è impegnato sul grande schermo come attore nel cast del film di Federico Moccia dal titolo “Scusa ma ti chiamo amore”, mentre ieri sera nel massimo palcoscenico cittadino si è registrato l’atto conclusivo della prima edizione del concorso “Un film per Civitavecchia”, organizzato proprio da Quartullo in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia.
Come si è sviluppata la serata?
Alle otto e mezza tutti i componenti della giuria (Niccolò Ammaniti, Enrico Job, Lucrezia Lante Della Rovere, Marco Risi, Ricky Tognazzi e Lina Wertmuller, ndr) hanno sfilato sul red carpet davanti al Traiano per poi salire sul palco a decretare i vincitori. I dodici racconti finalisti sono stati letti dagli attori della Scuola delle Arti.
È soddisfatto dell’esito del concorso e quali sono i temi maggiormente trattati negli elaborati?
Sono molto contento di questa edizione. I racconti sono molto interessanti e da essi è scaturita un’immagine della nostra città devastata da saraceni e bombardamenti. Per chi ama Civitavecchia le storie risultano molto divertenti e ricche di memorie storiche. Durante la serata, inoltre, abbiamo avuto modo di valutare la ricezione da parte del pubblico in vista della produzione di un lungometraggio.
Pino Quartullo impegnato anche al cinema. Si aspettava il successo del film di Federico Moccia?
Ognuno spera che quello che fa vada bene, ma a convincermi soprattutto è stata la forte amicizia e collaborazione che lega l’intero cast. Mi sono trovato a lavorare con Raoul Bova, che aveva iniziato con me in “Quando eravamo repressi”, ma è stata anche l’occasione di incontrare tanti amici come Veronica Logan e Francesco Apolloni. Soprattutto mi ha fatto piacere tornare a lavorare con la coppia Rita Rusic – Vittorio Cecchi Gori.
Com’è stato lavorare con Federico Moccia?
Già conoscevo il regista. È una persona amabilissima che ha lasciato molto spazio agli attori, come a me che ho reinterpretato a modo mio il personaggio. Il contatto con il testo è partito dal libro e poi dalla sceneggiatura che, rispetto all’opera editoriale, ha assunto maggiormente i toni della commedia.
Dovendo essere lei il regista della commedia come l’avrebbe proposta?
(Ride) Creando molti monologhi del mio personaggio e qualche scena con Raoul Bova.
Si riconosce in questo ruolo di padre?
Mia figlia Emma ha dodici anni, quindi ho molti tratti in comune col mio personaggio. Anche con la “famiglia” del film si è creato un rapporto stupendo: con Cecilia Stazi, Veronica Logan e Francesco Apolloni abbiamo fatto un servizio fotografico per il settimanale ‘‘Oggi’’ e ci siamo divertiti come dei bambini a giocare in un grande parco pieno di fontane.

 

di LUCA GUERINI

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