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Polo Universitario a rischio

CIVITAVECCHIA – A rischio la sopravvivenza del Polo Universitario, che potrebbe vedere presto la sede didattica degli iscritti del corso di Ingegneria della sicurezza, trasferirsi definitivamente a Roma. L’allarme lo ha lanciato il Consigliere Comunale d’opposizione Nicola Porro: «A dispetto delle usuali quanto generiche parole di rassicurazione – ha fatto sapere – è altamente probabile che assisteremo presto a una progressiva contrazione dell’offerta didattica attualmente assicurata dai due Atenei partner, la Sapienza e la Tuscia». Il professore interviene su questioni che secondo lui avrebbero meritato negli anni passati una diversa attenzione da parte delle amministrazioni locali: « L’Università – ha affermato – non è un generico fiore all’occhiello per una comunità. E’ un potenziale volano di risorse intellettuali ed economiche. E’ lo strumento deputato alla promozione del capitale sociale, ma impone obblighi ed esige responsabilità. Non ci sono spese – ha poi continuato Nicola Porro – che possano essere disattese o dilazionate oltre misura: un’amministrazione comunale inadempiente può compromettere il funzionamento di un sistema che si basa su prestazioni professionali e tecniche per definizione continuative». Riferisce inoltre che è importante la capacità dei contesti locali che ospitano sedi decentrate degli Atenei, di monitorare la domanda formativa: «Non è un caso – ha aggiunto – se i cosiddetti Poli universitari navigano oggi, non solo a Civitavecchia, in cattive acque». Afferma inoltre che la crisi del Polo di Civitavecchia andrebbe collegata ad altre due questioni: «La crisi del Polo di Civitavecchia va inoltre collegata a due altre questioni con le quali occorre misurarsi. La prima riguarda il riordino del sistema didattico delle università italiane attraverso lo strumento della legge 270, la seconda, che invece è specifica della nostra realtà, concerne la stessa ubicazione della sede universitaria. Ha fatto bene la Fondazione Cassa di Risparmio a promuovere la localizzazione dei corsi di Economia aziendale nel centro storico, ma questa giusta intuizione va sostenuta e rafforzata dislocando in città anche le altre possibili offerte formative». In fine Porro afferma che bisogna intervenire subito e fare della crisi l’occasione per un ripensamento radicale dell’importante opportunità che l’Università potrebbe rappresentare per Civitavecchia e il suo territorio: «Siamo davvero all’ultima chiamata».

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