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Porto, crolla il traffico delle auto nuove

Il -37% dei primi otto mesi dell’anno riflette la crisi mondiale dei mercati. Prevista una piccola ripresa prima del nuovo calo del 2009

Il -37% dei primi otto mesi dell’anno riflette la crisi mondiale dei mercati. Prevista una piccola ripresa prima del nuovo calo del 2009

PORTOCIVITAVECCHIA – Anche i traffici del porto risentono degli effetti della crisi. La prima tipologia di merce a riflettere il momento nero dell’economia mondiale è quella delle auto in polizza, che dalle fabbriche arrivano nello scalo, destinate alle concessionarie per la vendita. Nei primi 8 mesi del 2008, il porto ha registrato un traffico di 83.193 vetture, contro le 132.464 dello stesso periodo dell’anno precedente. Un calo sostanzioso, del 37%, che in termini assoluti significa la movimentazione di 50.000 auto in meno. Un dato in controtendenza, invece, con l’aumento della domanda di trasporto (soprattutto con riferimento al ro-ro) e con la situazione di forte crescita evidenziata per le autostrade del mare dai dati del porto di Civitavecchia del mese scorso.
Il traffico delle auto, però, risente di fattori particolari, che hanno determinato quella che secondo gli analisti è solo la prima fase di una crisi che potrà vedere un lieve ‘‘rimbalzo’’, per usare un termine borsistico, nella parte finale dell’anno, per entrare poi nella seconda fase, determinata dalla riduzione della capacità produttiva delle case automobilistiche, che stanno ‘‘tagliando’’ posti di lavoro in risposta alla contrazione del mercato dell’auto, uno dei primi a risentire del calo generale dei consumi.
Se questi effetti si risentiranno tra qualche mese, cosa è accaduto allora finora per restituire un -37% rispetto al 2007? Le risposte, secondo gli esperti, possono essere ricondotte essenzialmente a 3 fattori. Il primo riguarda il crollo della domanda sul mercato statunitense: molte delle auto in arrivo a Civitavecchia sono poi trasferite, nell’ambito della rete Euromed di Grimaldi al porto di Anversa per essere esportate negli Usa. Il secondo fattore è da ricollegarsi alla diminuzione della produzione nel Far East: mentre finora il nostro porto, visti i volumi esigui di traffico, ha risentito solo parzialmente di questo calo nel settore container, sulle auto il decremento è stato più evidente. Infine, ed è un problema che riguarda in generale il trasporto, il boom del prezzo del petrolio dei mesi scorsi sta facendo sentire ora i suoi effetti negativi sul bunkeraggio. E per la ripresa, almeno quest’anno, serviranno solo come tampone temporaneo le buone notizie legate ai nuovi traffici della Renault da Barcellona ed alla ripresa dell’export dei furgoni Fiat verso Tolone.

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