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Prima sentenza di stalking: un anno di reclusione per il sottufficiale di Venezia 

Spacciò la ex compagna per una porno diva del web

Spacciò la ex compagna per una porno diva del web

di ALESSANDRA ROSATI

TARQUINIA – Prima sentenza di ‘’stalking’’ presso il tribunale di Civitavecchia. Ieri mattina il giudice per l’udienza premliminare, dottor Giovanni Giorgianni, ha sottoscritto il documento di patteggiamento mediante il quale ha irrogato una pena di un anno di reclusione per il sottufficiale di Venezia accusato di molestie psicologiche a carattere sessuali nei confronti della ex compagna, la tarquiniese Alessia De Alessandris di 32 anni spacciata per una porno diva del web. L’uomo, che ieri mattina era presente in aula, secondo l’accusa, diffuse su internet, la scorsa estate, le foto reali della donna ritratta al mare durante una vacanza, accostandole ad altre foto di altre donne ritratte in atteggiamenti hard e facendole passare per appartenenti alla ex compagna. Il sottufficiale, M.L. di circa 40 anni, in sostanza collegò quelle immagini in un programma di interscambio sul web (e-mule), inserendo tutti i dati sensibili della donna.
Una pena decisamente alta, quella inflitta ieri al sottufficiale, visto che questo tipo di reati non sono ancora tutelati con una legge; è stato infatti presentato solo recentemente un disegno di legge.
Gli avvocati della parte civile Alessia De Alessandris, Francesca Maruccio e Claudia Trippanera (dello studio legale Maruccio di Civitavecchia) sono apparse molto soddisfatte dell’esito: «Finalmente abbiamo raggiunto un primo provvedimento in tempi brevissimi (appena 10 mesi dall’inoltro della prima denuncia), con grande soddisfazione professionale sia per il risultato sia per l’interesse tutelato della nostra cliente che vede una risposta alle sue legittime aspettative di cittadina e di donna. Va dato atto al pm Corrado Fasanelli di aver diretto e svolto le indagini con una celerità e concretezza che stanno a dimostrare che quando il pianeta-giustizia vuole, sa e può girare per il verso giusto».
Come si ricorderà la notizia della vicenda che vedeva vittima la tarquiniese, venne a galla a gennaio e fece molto scalpore. Tra la tarquiniese e il sottoffucciale c’era stata una relazione di quattro anni con tanto di convivenza di circa sei mesi. Alessia aveva ospitato l’uomo nella sua casa di Tarquinia, poi però, come lei stessa ha raccontato, anche in una trasmissione Rai, il rapporto non ha più funzionato. «Ho tentato di fargli capire che non potevamo andare avanti – dichiarò all’epoca – Desideravo chiudere la storia di comune accordo, ma lui non voleva prendere atto della situazione, così l’ho lasciato. Non mi sarei mai aspettata una reazione così brutale da parte sua». Delle indagini si occuparono gli agenti di polizia del commissariato di Tarquinia e la polizia postale di Venezia che nel corso di una perquisizione in casa a Venezia trovarono oltre al materiale hard anche alcuni indumenti rubati alla donna. Sul sottufficiale pesano diverse accuse, tra le quali il furto di denaro. Per Alessia, adesso, forse è l’inizio di una nuova vita, più serena. La trentaduenne tarquiniese per mesi è stata subissata di telefonate e messaggi presso la sua abitazione e quella dei suoi genitori, in quanto sul sito internet venivano riportati i numeri di telefono e gli indirizzi che poi, a seguito della denuncia, sono stati bloccati per tutelare la donna. La prossima azione da parte dei legale di Alessia sarà probabilmente finalizzata alla richiesta di risarcimento del danno per un’immagine certamente lesa dalla brutta vicenda.

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