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Protesta di Greenpeace sulla centrale Enel

Contromanifestazione dei lavoratori Enel.

Contromanifestazione dei lavoratori Enel.

CIVITAVECCHIA – Gli attivisti di Greenpeace sono entrati stamattina nella centrale Enel di Civitavecchia e hanno aperto due enormi striscioni a oltre cento metri di altezza con scritto “Il governo contro Kyoto” e “mai più carbone”. In contemporanea dalla nave di Greenpeace “Arctic Sunrise”, scendendo con dei gommoni, alcuni attivisti hanno scritto sul molo “Quit coal”, no carbone. Sulla nave è stato affisso “No carbone. Sì Energy Revolution”. «L’azione di oggi – ha affermato il direttore delle campagne Giuseppe Onufrio – vuole denunciare l’ostilità del Governo italiano al “pacchetto clima ed energia” dell’Unione Europea. Protestiamo per chiedere al Governo un Piano Marshall per efficienza e sviluppo delle fonti rinnovabili per centrare gli obiettivi europei – prosegue – è un’occasione importante per il nostro Paese: la maggior parte dell’obiettivo del venti per cento di efficienza in più negli usi elettrici è concentrato nell’industria e nel terziario, i settori che generano ricchezza. Questa è la soluzione vera per l’Italia e non un ritorno al nucleare, fonte rischiosa e costosa, promossa per favorire alcune lobby e non CENTRALEcerto l’ambiente». Gli attivisti sono arrivati, indisturbati, da mare, ”aggredendo” il lato debole della centrale, in un tratto di costa che dovrebbe invece essere monitorato costantemente: oltre all’impianto diproduzione di energia elettrica, che di è sé è un obiettivo sensibile, c’è anche l’imbocco del canale di accesso al porto di Civitavecchia. A quanto pare, invece, nessuno si è accorto di nulla.

Immediata è poi scattata la contro-manifestazione.

“Circa cento lavoratori Enel stanno manifestando nella centrale Enel di Civitavecchia con stricioni a favore del carbone pulito e del lavoro. ‘Sì carbone pulito e lavoro’ ‘Basta ecoballe’ ‘SI lavoro NO Greenpeace’, gli slogan dei dipendenti Enel che rispondono all’incursione di Greenpeace in corso nella centrale di Civitavecchia”. Lo comunicano i lavoratori della centrale Enel di Civitavecchia.
“Si tratta di una protesta contro i metodi e le idee diGreenpeace e dei suoi attivisti , che stamani, con un bliz, si sono arrampicati su una gru della Centrale. Immediata la replica dei lavoratori che stanno esponendo un altro striscione su una gru vicina dal titolo eloquente ‘andate a lavorare'”, prosegue la nota. “Il 40% dell’energia mondiale è prodotta con il carbone: in Italia appena il 14% – dicono i lavoratori – Tutti sanno che la nostra centrale è un modello di attenzione per l’ambiente e la salute, un punto di riferimento mondiale per l’utilizzo delle nuove tecnologie. Ogni settimana vengono in visita a questo cantiere decine di delegazioni da tutto il mondo per studiare questo progetto”.
“Gli ‘ecobugiardi’ che dicono no a tutto, lo sanno molto bene ma compiono atti CENTRALEgravemente irresponsabili, pericolosi e che violano le leggi per affermare le loro menzogne. In Italia non abbiamo il nucleare, non si vuole il carbone, si dice no ai rigassificatori, no alle grandi opere, no a tutto – continuano – Ci rivolgiamo a tutti i colleghi, i cittadini e le forze politiche che sono stufe di questi ecoterroristi. Contestare questa centrale, la più avanzata del mondo nel suo comparto, significa far fare l’ennesimo passo indietro al nostro Paese. Lavoro, sviluppo investimenti: tutto in fondo al mare per colpa di un pregiudizio ideologico”.
“In un momento così drammatico per l’economia e l’occupazione, con le famiglie che non arrivano a fine mese, si perde tempo con inutili dimostrazioni e azioni prepotenti che sono fuori dalla logica del tempo”. Lo dichiara, in una nota, Stefano Cervini, responsabile territoriale della Federlazio, riguardo l’azione degli attivisti di Greenpeace introdottisi oggi nel cantiere Enel di Civitavecchia. “La conversione a carbone della centrale Enel di Civitavecchia – prosegue la nota – è un progetto partecipato e condiviso dalla Regione Lazio, da tutti i comuni del comprensorio e dalle centinaia di imprese, dai sindacati e dalle migliaia di persone che vi lavorano. Anche il commissario europeo all’energia Andris Piebalgs, che ha visitato l’impianto, lo ha descritto come un progetto all’avanguardia mondiale in quanto a tecnologie e tutela dell’ambiente”.

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