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Provinciali, aumenta il numero dei candidati

La Sinistra Arcobaleno ha deciso di puntare su Gino De Paolis, l’Udc continua a meriggiare attorno al nome di Vinaccia. Il Pdl aspetta le indicazioni a livello provinciale mentre il Pd ha riunito ieri l’esecutivo per ratificare le proposte delle sezioni. Distacco netto dell’Italia dei Valori che in anticipo ha lanciato la sfida elettorale. Balloni: «Questa volta possiamo farcela»

La Sinistra Arcobaleno ha deciso di puntare su Gino De Paolis, l’Udc continua a meriggiare attorno al nome di Vinaccia. Il Pdl aspetta le indicazioni a livello provinciale mentre il Pd ha riunito ieri l’esecutivo per ratificare le proposte delle sezioni. Distacco netto dell’Italia dei Valori che in anticipo ha lanciato la sfida elettorale. Balloni: «Questa volta possiamo farcela»

BALLONICIVITAVECCHIA – Il quadro dei candidati in vista delle imminenti elezioni provinciali sembrerebbe quasi definito. Quattro le estrazioni politiche che sicuramente esprimeranno una figura condivisa, da proiettare verso le consultazioni per palazzo Valentini. Le riunioni ci sono state ed hanno interessato tutte le formazioni politiche della città: Il Partito Democratico, Il Partito del Popolo della Libertà, l’Udc e la Sinistra Arcobaleno, le quali a quanto pare hanno già fatto il punto sui nomi da proporre all’elettorato del collegio Civitavecchia 29. Italia dei Valori ad esempio sembrerebbe il partito che ha percorso finora maggiore strada. La candidatura di Alvaro Balloni, nonostante le contestazioni del centrosinistra legate all’appartenenza del Consigliere Comunale alla Grande Coalizione, è quella della quale si è avuta conferma prima delle altre. «I lavori di organizzazione della campagna elettorale, affidati a gente professionale, stanno procedendo bene – ha dichiarato lo stesso Balloni – ringrazio Italia del Valori per aver dato la possibilità a Civitavecchia di ottenere nuovamente il Consigliere Regionale, se Civitavecchia crederà nel nostro progetto – ha aggiunto – ci sono ottime possibilità di superare le percentuali dei collegi romani». La stessa sicurezza di Alvaro Balloni non è difficile trovarla tra le mura del Partito Democratico. Nonostante un congresso avvolto dalle polemiche, gli eredi di Ds e Margherita hanno comunque espresso il loro candidato, Mauro Guerrini, proveniente dai Dielle. Qualcuno tuttavia proprio all’interno del Pd ha evidenziato nelle scorse settimane delle difficoltà di riuscita per il collegio 29, tant’è che si GINOprospettò la candidatura di Alessio Gatti (mai confermata) in una lista fuori area, legata a Nicola Zingaretti. Ieri si è riunito a Roma l’esecutivo provinciale del partito, per stabilire i criteri da adottare in vista di questa tornata elettorale. Guerrini conferma: «Il nostro è un collegio difficile, occorre un’operazione di rimonta che solo la determinazione di tutto il partito ci potrà garantire». L’avversario più diretto, il Partito del Popolo della Libertà sarebbe ancora in alto mare, in attesa di conoscere le indicazioni da seguire a livello provinciale. Tuttavia un nome circolerebbe da giorni, ossia quello di Alessia Calanni. Nessuna conferma da parte dell’ex azzurra (ora in forza ad An), ma neppure una smentita ufficiale, sintomo del fatto che evidentemente tra una riunione e l’altra le tre componenti hanno di sicuro valutato la spendibilità della sua figura. Il quadro appare invece definito per quanto riguarda la Sinistra Arcobaleno. Le segreterie di Prc, Verdi, Comunisti Italiani e Sinistra Democratica si sono ritrovate sabato scorso, stabilendo il candidato per le elezioni provinciali. Si tratta di Gino De Paolis, Consigliere Comunale di Rifondazione Comunista, partito al quale potrebbe toccare ‘‘un posto al sole’’, nell’ormai noto ALESSIAgioco delle ripartizioni generali a livello regionale. Alla Sinistra Arcobaleno in sintesi, basterebbe confermare il positivo risultato della scorsa tornata elettorale per le provinciali. Lavori bloccati all’interno dell’Udc, che venerdì dovrebbe recuperare la riunione disdetta la scorsa settimana con il segretario provinciale Marco Ferrante. Unico nome certo, quello di Gino Vinaccia, seppure la faccenda al momento sembrerebbe ancora tutta da definire. Scarso interesse nei confronti delle elezioni politiche. Dopo l’entusiasmo iniziale sembra quasi siano rimasti in pochi a ricordare che si voterà anche per la camera e per il senato.

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