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Provinciali, il Pdl rallenta i lavori

CIVITAVECCHIA – E’ tutto fermo. I lavori di individuazione del candidato interno al Pdl da proporre per le elezioni provinciali, a Civitavecchia sono rallentati in linea tra l’altro con ciò che sta accadendo a livello territoriale. Dopo i primi nomi circolanti, Roscioni, Pallassini e Romagnuolo per Forza Italia, Ranieri per la Democrazia Cristiana e Calanni per Alleanza Nazionale, il quadro sembrerebbe improvvisamente cambiato. Il partito di Fini infatti, ha sbarrato la strada all’ex forzista. In una nota firmata da 4 presidenti dei circoli e da un Consigliere Comunale, si dice della proposta Calanni: «Tardiva ed inaspettata». Tutto da rifare quindi, anche il nome di Enrico Zappacosta, dato quasi per certo insieme a quello di Annita Cecchi e di Attilio Bassetti, sarebbe diventato un terno al lotto. La partita va giocata a livello provinciale, dove non è stato ancora sciolto il nodo legato alla spartizione dei collegi fra i 3 partiti che compongono il Pdl, soprattutto per i cosiddetti comuni dal doppio voto. Civitavecchia-19 secondo i primi dati sarebbe dovuto toccare proprio ad Alleanza Nazionale, che ha palesato ad un certo punto un gioco delle parti tra la Calanni e Zappacosta, con quest’ultimo che ha tenuto banco nelle ultime ventiquattr’ore. Tuttavia gli umori interni al partito sembrerebbero altri: una volontà quasi condivisa di superare la rosa di nomi voluta da Forza Italia, con la presentazione di un’unica figura ‘‘benedetta’’ da tutti i circoli cittadini. Frenate e deviazioni improvvise, che ad un certo punto hanno aperto un varco all’interno del nuovo soggetto politico, all’interno del quale non avrebbe avuto difficoltà ad inserirsi la Democrazia Cristiana per le Autonomie con Mauro Ranieri. Un nome che almeno nella forma avrebbe potuto mettere tutti d’accordo, impedendo le lacerazioni in vista delle provinciali, consentendo tra l’altro una maggiore condivisione di intenti in vista dei lavori di definizione del partito unico prospettato da Berlusconi. Una serie di fattori ancora da valutare, che hanno poi portato all’annullamento del conclave previsto per questa sera alle 21.30, dal quale sarebbe dovuta uscire l’espressione politica in vista delle consultazioni. Il vero problema rimane la lista Antoniozzi. Con un collegio tutto sommato debole per il Pdl, sarebbe gioco facile acquisire consensi per il gruppo facente capo al candidato presidente, il quale dovrebbe secondo le indicazioni individuare la figura spendibile all’interno della società civile. Un vantaggio se vogliamo scontato per Forza Italia (vista la matrice azzurra di Alfredo Antoniozzi), che in questo modo riuscirebbe a rientrare dalla finestra anche nel caso in cui la coalizione dovesse decidere di concedere la porta ad uno degli altri due partiti scesi in campo. Per la lista si prospetta il nome di Giuseppe Crocchianti.

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