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"Le 82 giornate": alla scoperta della civitavecchiesità

Gli organizzatori della manifestazione hanno sottolineato la necessità di celebrare una pagina gloriosa della storia locale

Gli organizzatori della manifestazione hanno sottolineato la necessità di celebrare una pagina gloriosa della storia locale

CIVITAVECCHIA – Un progetto imponente che ha richiesto un grande impegno organizzativo e finanziario, con la Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia che ha messo a disposizione 120 mila euro e con Pino Quartullo e il suo staff che hanno lavorato sodo tutta l’estate per l’allestimento. Sabato e domenica, inserito nella splendida cornice di Porta Livorno, andrà in scena lo spettacolo “Le 82 giornate di Civitavecchia”, trasposizione teatrale del manoscritto originale di un poema in versi del poeta civitavecchiese Nicolao Arcangelo Di Giovanni, ritrovato qualche anno fa dallo storico Carlo De Paolis . “Quando mi insedia come presidente della Fondazione Ca.Ri.Civ. nel 2001 – ha ricordato l’avvocato Vincenzo Cacciaglia – l’edizione di questo testo fu uno dei nostri primi progetto. È una soddisfazione, dopo sette anni, vedere messa in scena una delle pagine più importanti, e ancora poco conosciute, della nostra città”. Perché, e lo ha ricordato anche il sindaco Moscherini, dopo aver ricordato per anni il lato “perdente” e la sconfitta con l’assalto saraceno, oggi si celebra la vittoria, la forza, la passione, il coraggio di un popolo che ha saputo lottare per la sua libertà contro i francesi. Il testo infatti ripercorre le 82 giornate di autogoverno e l’assedio che Civitavecchia sostenne contro l’esercito francese tra il dicembre 1798 e il marzo 1799. Dopo aver creduto nei loro ideali di libertà, avevano visto la città depredata proprio per mano di questi francesi. E così si opposero al loro passaggio in città dopo una spedizione in Egitto: la chiusura del porto gettò Roma in una grave carestia, e gli atti di coraggio dei civitavecchiesi scopertisi validissimi soldati procurarono agli assedianti un numero cospicuo di perdite umane. Dopo mesi i francesi furono costretti ad interrompere l’assedio e ad aprire le trattative. “Si tratta – ha spiegato il regista Pino Quartullo – delle più grande opera letteraria della nostra città. E’ un importante momento di civitavecchiesità che va ricordato e celebrato. Si avrà l’impressione di vedere un film in diretta, tante sono le scene, i cambi di luce, gli elementi sonori che permetteranno di riprodurre spari ed esplosioni dando RIEVOCAZIONEl’impressione che provengano da punti diversi della città”. All’allestimento hanno preso parte moltissime persone: 30 gli attori, 300 le comparse, in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma, il maestro d’armi Renzo Musumeci Greco, la Scuola delle arti, la Banda Ponchielli e la Pro Loco. È stato poi l’assessore Attilio Bassetti a sottolineare un particolare obiettivo: quello cioè di percorrere insieme alla Fondazione Ca.Ri.Civ. il solco della riscoperta delle tradizioni locali, con un’attenzione focalizzata sulla scuola. “Già ai ragazzini delle elementari – ha spiegato insieme al presidente Cacciaglia – potrebbe essere proposta questa pagina di storia locale, con la distribuzione di documenti e dvd dello spettacolo”.
L’appuntamento è per sabato e domenica sera, con inizio alle 19.30. L’ingresso è libero (si può entrare in porto dal Viale o dalla Scaletta), anche se parte della platea sarà riservata ad invito. Sono previsti molti ospiti famosi e la sera di sabato, al termine dello spettacolo, il sindaco Moscherini e Pino Quartullo consegneranno un premio alla carriera Gigi Magni e alla sua costumista e scenografa Lucia Mirisola, “per aver saputo valorizzare la Storia, nel cinema e nel teatro”. La durata dello spettacolo è di circa due ore.

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