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"Un colpo mortale per la città"

Il Pd interviene sul paventato smantellamento del traffico dei carri ferroviari. «Il Ministro dei Trasporti dimostra di non essere interessato ad una analisi seria dei contradditori comportamenti delle ferrovie»

Il Pd interviene sul paventato smantellamento del traffico dei carri ferroviari. «Il Ministro dei Trasporti dimostra di non essere interessato ad una analisi seria dei contradditori comportamenti delle ferrovie»

CIVITAVECCHIA – Il Pd cittadino ribadisce il proprio no sulla paventata notizia dello smantellamento del traffico merci su rotaia nel porto di Civitavecchia da parte di Rfi. Per i veltroniani locali ‘‘piove sul bagnato’’: se la cosa dovesse accadere infatti, le conseguenze si abbatterebbero su un corpo sociale già provato dai problemi occupazionali. «Nella fase di massimo sviluppo del porto di Civitavecchia – scrivono i veltroniani – iniziato col Giubileo dell’anno 2000, lo scalo laziale ha recuperato la sua funzione di Porto di Roma. Le Ferrovie, al contrario, che sono state storicamente presenti nel porto di Civitavecchia e che hanno costituito la testa di ponte per la Sardegna, hanno prima dismesso il traffico passeggeri ed ora quello residuale dei carri ferroviari». Per il Pd l’errore di Rfi è stato quello di considerare il traffico del settore navigazione come residuale, la particolare e complicata situazione che c’è in quella zona di mare. «Da ciò – puntualizzano – la colpevole strategia di non aver modernizzato la propria flotta, di averle fatto perdere ogni capacità competitiva sopraffatta in conseguenza dalla capacità imprenditoriale delle compagnie di navigazione private. Da ciò ne sono derivati licenziamenti e perdita di economia indotta che Civitavecchia ha duramente pagato. Sembrava che almeno il servizio carri merce dovesse sopravvivere ed invece arriva il colpo mortale». Per Rfi infatti la base logistica del trasporto merci deve avere come base Messina, mentre Civitavecchia verrà utilizzata per poche e sporadiche corse per la Sardegna. Una linea che il Pd non condivide, e chiama in causa Matteoli. «Il Ministro dei Trasporti – concludono – dimostra di non essere interessato a una analisi seria dei contradditori comportamenti delle ferrovie incapaci di promuovere e gestire una seria e produttiva politica del settore».

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