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Rifiuti, con Marrazzo torna l’ipotesi Tvn

Il sindaco Moscherini ha rassicurato: «Comune e Regione valuteranno insieme la migliore forma di smaltimento per l’immondizia». Critiche da molti esponenti del mondo politico

Il sindaco Moscherini ha rassicurato: «Comune e Regione valuteranno insieme la migliore forma di smaltimento per l’immondizia». Critiche da molti esponenti del mondo politico

CIVITAVECCHIA – Poche parole ma con la potenza di un fulmine a ciel sereno. Questo l’effetto delle dichiarazioni del presidente della Regione Marrazzo sull’ipotesi di bruciare rifiuti a Tvn. «A Civitavecchia non c’è possibilità che si costruisca un nuovo impianto – ha detto ai microfoni di Radio Radio – mentre uno scenario possibile è quello della cocombustione. Si può infatti immaginare che nella centrale Enel, appena sarà pronta, sia bruciato oltre al carbone anche cdr». Per Marrazzo «la cocombustione è qualcosa che ha un minor impatto ambientale e non appesantisce la zona di Civitavecchia con altre strutture». In pratica si potrà produrre energia elettrica grazie alla combustione di carbone e rifiuti solidi urbani pretrattati. «Siamo nel solco della gassificazione», ha concluso. Secondo indiscrezioni il progetto consisterebbe nel bruciare all’interno di uno dei tre gruppi riconvertiti a carbone un 5-10% di cdr di qualità. Quantitativo che calcolato sui 4-4,5 milioni di tonnellate annue di carbone consisterebbe in 200-400 mila tonnellate annue di cdr da smaltire. Più delle attuali 40 mila tonnellate annue di rifiuti solidi urbani dunque attualmente prodotti dal sub bacino composto da Civitavecchia, Tolfa, Allumiere e dallo scalo portuale. Il sindaco Moscherini ha subito chiamato Marrazzo per avere chiarimenti: «Mi ha riferito – ha detto il primo cittadino – di aver fornito una risposta tecnica a livello ipotetico ad un ascoltatore radiofonico. Abbiamo inoltre convenuto sul fatto che l’emergenza rifiuti è di carattere generale e che c’è l’esigenza di un approfondimento congiunto che tenga pertanto nella giusta considerazione il procedimento in corso per effetto di una sentenza del Tar. Abbiamo quindi stabilito che il Comune e la Presidenza della Regione Lazio avviino una valutazione delle forme migliori di smaltimento dei rifiuti, che partendo da una riaffermazione della raccolta differenziata individui la struttura più idonea per chiudere il ciclo di trattamento». Nel frattempo un coro di no ha accolto la proposta ventilata da Marrazzo. «Vorrei proprio vedere – ha commentato il capogruppo alla regione dei Socialisti riformisti Donato Robilotta – le facce di tutti quelli che hanno votato Marrazzo, a partire PIEROdai verdi e dagli ambientalisti, perché si era impegnato a bloccare la centrale a carbone ed ora ci vuole anche bruciare l’immondizia». Contrario al sorgere di un impianto di combustione dei rifiuti a Tvn anche Enrico Fontana, capogruppo della Sinistra al Consiglio regionale del Lazio. «Civitavecchia – ha detto poi il presidente provinciale di Alleanza nazionale Francesco Lollobrigida – oggi deve avere certezze ed essere tutelata. Qualsiasi modifica dovrà essere contemplata dal Consiglio comunale locale». Molto dura è stata la reazione dei Medici dell’Alto Lazio: «Marrazzo – hanno detto – dopo essere venuto a carpire voti nel comprensorio di Civitavecchia al grido del ‘‘no al carbone’’ adesso che i voti li ha presi, ma non li prenderà mai più, afferma cose non vere sotto tutti i punti di vista». Legambiente invece ha ricordato al presidente della Regione che «nel Decreto di autorizzazione è chiaramente prescritto che per l’alimentazione della centrale potrà essere usato esclusivamente carbone». (S.Car.)

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