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Santanchè: referendum sulle case chiuse

La Provincia, in collaborazione con Civonline, Rete Oro e La Voce, apre un forum su un argomento molto discusso: la modifica della legge Merlin. L’esponente della Destra ha lanciato il sasso nello stagno con una proposta che divide l’Italia. Il ddl Maroni-Carfagna prevede l’eliminazione della prostituzione dalla strada, multe e carcere anche per i clienti

La Provincia, in collaborazione con Civonline, Rete Oro e La Voce, apre un forum su un argomento molto discusso: la modifica della legge Merlin. L’esponente della Destra ha lanciato il sasso nello stagno con una proposta che divide l’Italia. Il ddl Maroni-Carfagna prevede l’eliminazione della prostituzione dalla strada, multe e carcere anche per i clienti

di ANTONIO FONTANELLA

CIVITAVECCHIA – Daniela Santanchè, dopo aver ‘‘bucato’’ gli schermi di tutta Italia come candnidato premier della Destra, è tornata con una proposta che l’ha subito riportata alla ribalta della cronaca: una richiesta referendaria, depositata insieme a un comitato promotore tutto al femminile (Storace e La Destra non c’entrano), per l’abolizione della legge Merlin e la conseguente riapertura in Italia dei bordelli.
«Una provocazione che sfida innanzitutto furbi e ipocriti, che in Italia non mancano», spiega Santanchè ormai da settimane: «A cinquant’anni dalla sua nascita la legge Merlin non può essere considerata un tabù. E’ necessario cambiarla profondamente garantendo strade sicure ai cittadini e libertà dalla schiavitù alle prostitute». Una proposta da subito destinata a dividere, a partire dalla posizione del Vaticano: «Se dovessi sempre tener conto della Chiesa non farei nulla», ha dichiarato tempo fa a Repubblica Comunque, la raccolta firme è partita. Ma come immagina di regolare il ‘‘mestiere più antico del mondo’’? Per il futuro la Santanché propone “cooperative di donne” che gestiscano, sotto controllo medico e fiscale, i casini. Le prime reazioni tuttavia, a parte qualche eccezione, sono freddine quando non ostili. I cattolici, come previsto, insorgono. «Se si aprissero le case chiuse – commenta il sottosegretario alla Famiglia, Carlo Giovanardi – si aggiungerebbe semplicemente un altro segmento al variegato mondo dello sfruttamento». Il sottosegretario propone al contrario “multe” ai clienti e “sequestro dell’auto”. L’azzurra Isabella Bertolini considera l’iniziativa della Santanchè un “valido stimolo”, ma sostiene che spetti al Parlamento «l’approvazione di una nuova legge sulla prostituzione». Reazioni negative anche dal Pd. Di “referendum polverone” parla Livia Turco, mentre per l’ex ministro Barbara Pollastrini «la vera urgenza è combattere la prostituzione coatta, al limite punendo i clienti».
Il Governo, intanto, si è mosso, con la bozza di ddl Carfagna-Maroni, che prevede sanzioni e possibile arresto anche per i clienti, mirando alla eliminazione della prostituzione di strada. Il testo, che riprende la proposta Prestigiacomo-Fini–Bossi del 2002, vieta la prostituzione nei luoghi pubblici e in quelli aperti al pubblico, ossia frequentabili da chiunque. Le violazioni verranno punite con una sanzione amministrativa da 200 a 3mila euro, che in caso di reiterazione si trasformerà in arresto da 5 a 15 giorni con ammenda da 200 a mille euro. Stesse sanzioni per chi si avvale delle prestazioni delle squillo o le contratta in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Ovviamente non è punibile chi esercita perché costretta con violenza o minacce. Nel mirino del Ddl anche chi affitta una casa dove ci si prostituisce, ma solo se il canone è superiore a quello di mercato. È previsto l’arresto da due a sei anni e la multa da 250 a 10mila euro. Chi presta assistenza a una squillo senza fini di lucro o profitto, inoltre, non è imputabile di favoreggiamento alla prostituzione. I condomini possono chiedere e ottenere provvedimenti d’urgenza contro «turbative create dalla prostituzione» e approvare delibere condominiali anti-squillo. Nel testo non c’è traccia della discussa proposta di Maroni, di dare vita a quartieri a luci rosse, come avviene in altri Paesi europei. La Santanchè è comunque soddisfatta per la sua rentrée “movimentista”, ed è pronta, come sempre, a dare battaglia.

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