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Sedicenne sardo scomparso a Civitavecchia

E’ arrivato da Cagliari, dopo essersi allontanato da casa

E’ arrivato da Cagliari, dopo essersi allontanato da casa

BENINATIdi FABIO MARUCCI
CIVITAVECCHIA – Si perdono a Civitavecchia le tracce di Gianluca Beninati, il sedicenne sardo scomparso all’inizio della settimana. Pochi gli indizi sui quali i carabinieri della stazione di Barisardo stanno lavorando: l’inserimento del nominativo del ragazzo nelle liste d’imbarco della nave Tirrenia diretta a Civitavecchia e la volontà di raggiungere Rimini, testimoniata dallo zio con il quale Giancluca vive insieme al fratello maggiore da circa quattro anni, a seguito della morte di sua mamma. «Un giovane senza grilli per la testa – così lo descrive Tonio Loi che da tempo si prende cura di lui – bravo a scuola e cordiale con tutti». L’unico capriccio, quel motorino tanto desiderato e mai ottenuto, che nonostante la giovane età non appare sufficiente a giustificare la fuga improvvisa dal suo paese. «Sono certo che Gianluca sia diretto a Rimini – ha proseguito nel suo appello Tonio Loi – qualcuno lo ha visto a Cagliari martedì mattina mentre parlava con alcuni ragazzi: diceva di voler raggiungere l’Emilia Romagna insieme ad un amico con cui si è probabilmente imbarcato». Alle 22 di martedì Gianluca Beninati sale sul traghetto, probabilmente in compagnia di un ragazzo più grande e parte alla volta del continente; in tasca ha 850 euro in contanti «I suoi risparmi» affermano i familiari. Sono le 8,30 di mercoledì 1° ottobre, la nave della Tirrenia arriva a Civitavecchia e attracca al molo 7; Gianluca è veramente sceso da quel traghetto con il suo zainetto rosso, l’inseparabile berretto scuro e il misterioso compagno di viaggio con cui condivide un segreto non ancora svelato? Se lo ha fatto sicuramente è approdato in un porto blindato, con le telecamere in grado di controllare ogni movimento, almeno fino a Varco Fortezza, fino all’uscita che porta alla stazione ferroviaria. E poi, cosa è successo? Chiedere informazioni alla biglietteria o al bar è come cercare un ago in un pagliaio: di Gianluca e del suo amico nessuno sa nulla, d’altronde tra i croceristi che di buonora assaltano i binari è facile mimetizzarsi. Intanto le ore passano e la preoccupazione dei parenti del sedicenne aumenta: «Sicuramente non era diretto dal padre in Lombardia – ha aggiunto lo zio – i rapporti tra loro due non erano buoni». La Polfer di Civitavecchia da ieri mattina ha la foto del giovane in vista di un’eventuale identificazione, anche se appare improbabile che Gianluca sia ancora in città e che possa recarsi in stazione. E se i ragazzi avessero rinunciato al viaggio in treno? nel caso in cui qualcuno, magari un camionista, avesse offerto loro un passaggio anche fino alla Toscana, le probabilità di raccogliere a Civitavecchia informazioni utili al ritrovamento di Gianluca Beninati, purtroppo calerebbero ulteriormente.

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