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Serpente: «Moscherini ha la memoria corta»

Il presidente della Bellettieri replica al sindaco su Bitonte e l’interporto

Il presidente della Bellettieri replica al sindaco su Bitonte e l’interporto

SERGIOCIVITAVECCHIA – Non si è fatta attendere la replica al sindaco Gianni Moscherini da parte del presidente della Bellettieri Sergio Serpente, che evidentemente si è sentito chiamato in causa dal primo cittadino nella sua intervista sull’arrivo del gruppo di Aponte alla guida del terminal container, con l’acquisto delle quote di Ferdinando Bitonte, di cui il sindaco ha preso le difese. «Premesso – afferma Serpente – che non è in discussione la figura di Aponte, che ho l’onore di rappresentare a Civitavecchia da anni e che sicuramente potrà costituire il valore aggiunto che il porto merita, credo che il Sindaco abbia sbagliato di grosso nel dire certe cose. Intanto, per la venuta di Aponte, bisogna dare atto al presidente Ciani di avere svolto un ruolo importante, senza clamori o grandi annunci».
Poi Serpente risale addirittura all’arrivo di Moscherini in città: «Se la civitavecchiesità oggi viene bistrattata, mi sembra che non fosse certo così nel 1995 quando con l’allora presidente della Compagnia Sergio Cozzi lo andammo a prendere a Roma in una stanzetta della Filt Cgil per farlo conoscere alle imprese locali e all’allora deputato del territorio, Paolo Becchetti. A Civitavecchia evidentemente il vento porta via tutto, anche la memoria».
Serpente entra quindi nel merito: «Moscherini – afferma – svolgeva altre attività quando nel 1993 Cna, Compagnia Portuale e Comune si attivarono per realizzare l’area di sosta, con cui vennero poste le premesse per l’interporto. Mettemmo dieci milioni di lire di allora per far nascere quella struttura, poi però ci tolsero anche il diritto di opzione sulle quote. Siamo stati sempre disponibili ad investire e a rispondere alle “chiamate” per investire. Ci si dica piuttosto chi ha cancellato la clausola che riservava il 30% delle quote del terminal container alle imprese locali. Nel 1992 la Cilp si candidò a rilevare il terminal, poi di fronte ad un progetto proposto da due colossi come Sinport ed Evergreen abbiamo fatto un passo indietro. Poi, l’ingresso di Bisonte avvenne in silenzio sotto il governo di Storace. Altrimenti, chi è che non avrebbe corso un rischio ridotto con la copertura di ingenti fondi pubblici?. Quanto a Bitonte, non è certo stato un benefattore per la città e non si può dire che abbia portato sviluppo, né un piano di impresa degno di questo nome per l’interporto. I cittadini sanno quanto è costata l’Icpl alle tasche dei cittadini?»
«Quanto al lavoro – conclude Serpente – credo che chi segue le vicende del porto sappia quali e quanti merci abbiamo portato a Civitavecchia, spesso contro il parere “illuminato” dello stesso presidente, che non era convinto della bontà del progetto, salvo poi ricredersi quanto ha constatato che l’economia portuale oggi si basa proprio su quei traffici: auto nuove, banane, olio, la Snav… E chi è stato il primo imprenditore promotore della presenza del porto a Miami, nel 1996? Forse il sindaco ha la memoria corta, ma a me non interessa, io continuerò a svolgere il mio lavoro, come ho sempre fatto, dando un contributo alla crescita del porto, riconosciutoci da tutte le aziende nazionali e internazionali con cui da anni lavoriamo».

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