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Silenzi e bugie

di MASSIMILIANO GRASSO

 

Il deja vu prosegue. Anche Gianni Moscherini, come alcuni suoi predecessori, non ha resistito alla tentazione di rispondere alle critiche della stampa con il classico “i giornali sono faziosi, ce l’hanno con me”, come se le immagini del degrado siano dei fotomontaggi, o se l’anagrafe bloccata “per un server troppo pieno”, anziché per un contratto comunque scaduto da 4 mesi e che sarà rinnovato in fretta e furia dopo l’inconveniente, non sia un imbarazzante inconveniente per un Comune che aspira a governare “i Poli dell’eccellenza” nella tecnologia, nell’erogazione dei servizi al cittadino. Anche questo Sindaco, dunque, sembra perdere di vista ciò che più sta a cuore ai civitavecchiesi: la vivibilità della città, con una offerta di servizi pubblici adeguata ai costi pagati dalla comunità. Le faide politiche, dentro o fuori la Giunta, dentro o fuori la maggioranza, non interessano nessuno, se non coloro che sono direttamente coinvolti. La soluzione più semplice è quella di prendersela con chi disturba il manovratore, cominciando a chiedere conto della gestione, un anno dopo le elezioni. Le difficoltà nell’amministrare Civitavecchia sono oggettive, ma neppure la situazione estremamente problematica che viviamo giustifica bugie o derive di stampo napoleonico tipo: “i mass media fanno disinformazione, vorrà dire che penseremo da soli ad informare i cittadini”. Sa di editto bulgaro, tanto caro a quei comunisti che il Sindaco dice sempre di voler combattere. In un regime la stampa è controllata dal gerarca o dal tavarish di turno. In un normale comune come Civitavecchia il Sindaco pensi a fare il Sindaco, e lasci svolgere il loro ruolo a giornali e televisioni, accettando, se ne è capace, un sereno confronto sui problemi della città. Possibilmente, senza mentire o essere reticente: secondo i proclami dell’anno scorso, tanto per fare un paio di esempi, il ricorso contro la nomina del presidente dell’Autorità Portuale doveva essere stato ritirato da mesi. Invece, ora si scopre (non mi pare si siano registrate smentite del Sindaco) che quel ricorso è sempre là. Così come non sono mai state formalizzate le dimissioni solennemente annunciate dal controllore-controllato Zappacosta e silenziosamente rifiutate dallo stesso Moscherini. L’elenco potrebbe proseguire, nell’assordante silenzio di una opposizione che si sveglia solo in campagna elettorale e di una città che affonda, economicamente, socialmente, culturalmente.

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