Pubblicato il

Talenti: “Non bastava il carbone, torna anche lo spettro del nucleare"

MONTALTO DI CASTRO – “Non bastava il carbone, dopo 20 anni torna anche lo spettro del nucleare. Ma il territorio e la salute non sono in vendita. Mentre è in atto una dura battaglia contro il carbone dell’Enel, il sindaco Carai non trova meglio da fare che rilanciare il nucleare, dicendosi possibilista”. Interviene così il consigliere di An Fabiola Talenti all’indomani delle dichiarazioni apparse su alcuni giornali ad opera del primo cittadino: “Sono indignata – continua – un sindaco latitante, che ha sempre scelto un colpevole silenzio come modus operandi sulla scelta nefasta del carbone, un primo cittadino che ha fatto pesare la sua assenza a molti tavoli e meeting, oggi rilancia il nucleare per la cittadina montaltese. Non bastano 60 anni e più di servitù energetica, con tre centrali che svettano su di una fascia del litorale non più lunga di 30 km, non basta aver già fatto sacrifici in termini di salute e sviluppo economico, oggi ancora una volta, Carai dimentico di rappresentare l’intera cittadinanza, è pronto ad un nuovo diktat e ad incassare nuovi proventi dalla società energetica”. Il consigliere Fabiola Talenti mette nuovamente in evidenza come i soldi dell’Enel non abbiano apportato il tanto agognato sviluppo come sostanziali miglioramenti, cosa che tutti i cittadini possono constatare personalmente: “L’evidenza è sotto gli occhi di tutti – prosegue la Talenti – nell’ultimo bilancio presentato da Carai in sede consiliare si evince infatti che si è sotto di 9 milioni di euro. Intanto crescono le tasse che pesano sulle famiglie montaltesi: l’Irpef è ai massimi livelli, l’acqua si paga come fosse ‘Ferrarelle’. La disoccupazione è poi alle stelle, insomma dove sono i benefici nell’ospitare sul territorio da decenni i mega impianti energetici”. Aspra poi al bordata del consigliere di An: “Questo comune, quindi, pur avendo incassato fino ad oggi milioni di euro, è in deficit, non crea sviluppo e di nuovo Carai cerca prebende da Enel – continua – magari dicendo sì al nucleare, il tutto senza ascoltare minimamente cosa ne pensino i cittadini. Senza chiedersi che futuro spetta al territorio e alla sua agricoltura con una centrale a carbone, una a metano ed una nucleare. Carai dimentica insomma di essere il rappresentante dei cittadini e dimentica quanto ha pagato il territorio. Abbiamo già dato alla nazione: basta con le storie di morti annunciate, mi chiedo chi si assumerà la responsabilità di quanto sta accadendo e accadrà sul territorio, chi risarcirà i danni. Prima di dire sì al nucleare quindi Carai lotti contro il carbone e faccia un referendum in città, per sondare la volontà popolare”.

ULTIME NEWS