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Terme, i nuovi proprietari recintano l’area

Iniziati i lavori di delimitazione di parte dei 120 ettari acquisiti all’asta. Nella zona chiusa rientrano anche le prese dei pozzi di captazione, che dovrebbero essere accessibili al Comune. L’Aquafelix rischia di trovarsi di nuovo senza parcheggi

Iniziati i lavori di delimitazione di parte dei 120 ettari acquisiti all’asta. Nella zona chiusa rientrano anche le prese dei pozzi di captazione, che dovrebbero essere accessibili al Comune. L’Aquafelix rischia di trovarsi di nuovo senza parcheggi

RECINZIONECIVITAVECCHIA – Qualcosa si muove nel caso-terme. In attesa della definizione della transazione tra il Comune e gli eredi Mastrofini, nei giorni scorsi infatti, la società che ha acquisito all’asta i 120 ettari che circondano l’impianto termale ha avviato la recinzione dell’area, partendo dalla zona più prossima alla strada che conduce all’Aquafelix. Fin qui nulla di strano, se non fosse che anche le prese d’acqua dei tre pozzi di captazione scavati a suo tempo, sono finite nell’area chiusa all’accesso esterno, mettendo fine all’esperienza delle ‘‘terme-fai-da-te’’ inaugurata già da qualche anno da alcuni assidui frequentatori della Ficoncella, trasferitisi – con vasche da bagno ed altri ‘‘arredi’’ – presso lo sbocco dei pozzi.
Il problema, però, non sarebbe tanto nella chiusura degli impianti (oggetto di critiche anche per le condizioni igieniche delle vasche improvvisate), quanto nel fatto che quelle prese, con ii relativi impianti, sono soggette a manutenzione da parte del Comune di Civitavecchia, che resta l’unico soggetto legittimato ad agire sui pozzi, scavati peraltro con un ingente finanziamento pubblico.
Dunque, se da un lato la recinzione dell’area, oltre ad essere certamente un diritto dei proprietari, era stata anche prescritta in più di un’occasione, sia dagli ispettori minerari, che inseguito ad uno degli incendi che negli anni scorsi sono scoppiati nell’area; dall’altro potrebbe essere oggetto di una nuova disputa, se dovesse essere appurato che i pozzi non devono essere inclusi. Nessuno vuole parlare apertamente RECINZIONEdella questione, limitandosi a frasi a mezza bocca, ma l’impressione è che ci si possa trovare di fronte al preludio di un’altra situazione ad alta tensione, come accadde qualche anno fa, quando fu Mastrofini a recintare parte della zona: nei 120 ettari ricade infatti anche il parcheggio dell’Aquafelix, al momento ancora accessibile. Nelle prossime settimane saranno più chiare le intenzioni dei nuovi proprietari e, soprattutto, quelle del Comune, dopo che la Europark aveva chiesto di poter utilizzare l’acqua termale per Aquafelix.

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