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Torna il traffico del carbone

Il deposito di Tarquinia bloccato dopo l’inchiesta dello scorso anno ha ripreso l’attività. Contro l’inquinamento teli, umidificazione e muri di contenimento. Nello scalo è arrivata la prima nave da 45.000 tonnellate. Iacomelli (Cpr): «Grazie anche all’impegno di Ciani riparte un traffico che solo per Cpr, Compagnia e Authority vale 1.200.000 euro»

Il deposito di Tarquinia bloccato dopo l’inchiesta dello scorso anno ha ripreso l’attività. Contro l’inquinamento teli, umidificazione e muri di contenimento. Nello scalo è arrivata la prima nave da 45.000 tonnellate. Iacomelli (Cpr): «Grazie anche all’impegno di Ciani riparte un traffico che solo per Cpr, Compagnia e Authority vale 1.200.000 euro»

CIVITAVECCHIA – Torna, dopo quasi un anno – ed in attesa del maxi-traffico per Tvn – il carbone nel porto di Civitavecchia. La Civita2 Terminal, che gestisce l’area di stoccaggio nel comune di Tarquinia oggetto di una inchiesta di Roan della Guardia di Finanza, Asl e Arpa Lazio, ha infatti provveduto ad ottemperare alle prescrizioni ricevute per poter riprendere l’utilizzo del deposito. Copertura del carbone con appositi teli, umidificazione per l’abbattimento delle polveri ed innalzamento dei muri di contenimento hanno consentito all’impresa (partecipata da Buzzi Unicem, Cpr e Bellettieri) di riavere a disposizione il deposito e di riprendere il traffico portuale, che prima dello stop aveva toccato le 300.000 tonnellate annue. Nei giorni scorsi nello scalo ha attraccato una nave da 45.000 tonnellate, 10.000 delle quali sono state subito dirottate verso gli stabilimenti Buzzi Unicem ed Italcementi di Guidonia e Colleferro. Le altre 35.000 tonnellate hanno riempito invece il deposito di Tarquinia, di cui è stata anche ridotta la capacità.
«Si tratta di un evento importante – spiega il presidente della Cpr Maurizio Iacomelli – per il porto e l’indotto. basti pensare che durante quest’anno di inattività forzata tra noi, la Compagnia Portuale e l’Autorità Portuale per quanto riguarda le gru – e senza contare i servizi tecnico nautici e gli autotrasportatori – si è perso più di un milione e ducentomila euro di fatturato. Ora il terminal è in regola e cercheremo di recuperare tutto il traffico che avevamo in precedenza. Per questo, vorrei ringraziare il presidente dell’Authority Fabio Ciani, che si è adoperato per trovare una soluzione al problema e fare in modo che il traffico potesse riprendere nel minor tempo possibile, rispettando tutte le prescrizioni di carattere ambientale». Lo scorso anno a Civitavecchia arrivava, mediamente, una nave al mese di carbone. Secondo le previsioni, già questi ultimi mesi del 2008 dovrebbero far registrare per il porto un traffico superiore alle 100.000 tonnellate, soltanto per quanto riguarda i clienti cementifici.

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