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Trittico: "In città serve la pescaterapia"

DISABILE

 

DI VIVIANA SERRA

CIVITAVECCHIA – L’argomento è arcinoto. È sulla bocca di tutti. Come dire, fa ‘‘sociale’’, riempie la bocca e fa sentire a posto la coscienza discuterne e parlarne. Le barriere architettoniche. Fiumi di parole vengono spese su questa tematica, addirittura se ne trovano stralci in riviste e settimanali su come risolvere parzialmente o totalmente alcuni aspetti, proponendo eccellenti soluzioni dell’Hi-tech o delle nano-tecnologie in grado di eliminare tutte le barriere possibili e immaginabili. A volte anche sfiorando il ridicolo: toglierle anche dove non ci sono. Non è il caso di Civitavecchia, che su questa tematica è abbastanza attenta, forse per le tante disgrazie che hanno ridotto sulla sedia a rotelle numerosi cittadini, forse perchè effettivamente ‘‘qualcuno’’ dall’alto nel presente o nel passato si è mosso, o si muoverà guardando al futuro. Ovviamente non mancano gli scandali. Non di rado si legge qualche articolo di giornale che denuncia disservizi o imbarazzanti situazioni in cui è incappato qualche sfortunato diversamente abile. Proprio dalle insufficienze urbane nasce l’idea del associazione socio-culturale ‘‘Il Trittico’’. In una nota infatti, i soci del gruppo cittadino hanno riflettuto a più riprese sulle problematiche della fruizione del tempo libero per i disabili. «Civitavecchia è una città dove la pesca con la canna è tradizione – si legge – abbiamo un waterfront, lungo il quale è possibile passeggiare e intrattenersi piacevolmente ammirando lo spettacolo sempre nuovo e appagante della marina, ma che resta precluso e pieno di insidie a quanti sono menomati nella capacità di deambulazione. Meno che mai è loro possibile praticare la detta attività di pesca». La creazione di aree attrezzate per mettere in atto un ciclo sperimentale di pescaterapia, ha di fatto concretizzato ‘‘l’eureka’’ del consiglio direttivo de ‘‘Il Trittico’’. «Suggeriamo – concludono – la creazione di spazi accessibili in condizioni di comodità e sicurezza per tutti coloro che hanno difficoltà di deambulazione, anche con forme di intervento molto valide come l’ippoterapia e la velaterapia. Ci attendiamo, che le autorità e gli organismi competenti evidenzino una maggiore sensibilità sull’argomento e che diano un positivo riscontro con appropriate iniziative alla nostra proposta».

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