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Tvn inaugurata senza Berlusconi

Il ministro allo Sviluppo Economico Claudio Scajola, rappresentante del Governo insieme al sottosegretario Gianni Letta: «Parte da qui la nuova politica energetica». L’Ad Enel Conti: «Senza De Sio e Moscherini non saremmo mai arrivati a questo punto». Il Sindaco: «Civitavecchia si conferma ancora una volta punto strategico per il Paese». Marrazzo: «A settembre prende il via il tavolo della salute»

Il ministro allo Sviluppo Economico Claudio Scajola, rappresentante del Governo insieme al sottosegretario Gianni Letta: «Parte da qui la nuova politica energetica». L’Ad Enel Conti: «Senza De Sio e Moscherini non saremmo mai arrivati a questo punto». Il Sindaco: «Civitavecchia si conferma ancora una volta punto strategico per il Paese». Marrazzo: «A settembre prende il via il tavolo della salute»

CIVITAVECCHIA – La bandiera italiana sulla ciminiera. I due Dome (A e B), il tunnel fra i dome, la Torre 4, la galleria dei nastri fra le torri 4 e 3 e tutte le aree limitrofe interdetti ai lavori. E così anche il molo principale T1, la galleria fra le torri 1 e 4 e silos per il trasporto delle ceneri. Altissime le misure di sicurezza. Polizia, carabinieri, Guardia di Finanza: tutti allertati affinché tutto potesse riuscire al meglio. All’interno del carbonile il palco allestito per l’occasione. «Una tappa storica per tutto il territorio ma anche per la nazione intera» ha spiegato il sindaco Gianni Moscherini, nel suo intervento che inizialmente era stato ‘‘cancellato’’ dal programma. Il suo discorso invece è stato equilibrato e di alto profilo.

Meno ‘‘nobile’’, invece, il gelo glaciale e la guerra fredda con il suo predecessore Alessio De Sio, salutato calorosamente da Letta e Scajola, sotto gli occhi dello stesso PRIMAMoscherini. A metter pace, col bilancino, l’amministratore delegato di Enel Fulvio Conti, che li ha ringraziati entrambi: «Senza di loro – ha spiegato – non saremmo potuti arrivare fino a questo punto». Alla fine però dall’elicottero atterrato attorno alle 10.30 non è sceso l’ospite più atteso: il premier Silvio Berlusconi è stato trattenuto da impegni non ben precisati. Al suo posto il ministro allo Sviluppo Economico Claudio Scajola e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Assente anche il vescovo, mons. Carlo Chenis, che avrebbe dovuto benedire l’impianto, che è stato inaugurato attorno alle 11.45, con una fumata bianca dal primo gruppo riconvertito a carbone che è stato acceso ufficialmente. Anche se per il carbone bisognerà attendere fino a novembre prossimo, quando arriverà la prima nave. Fino a quel momento funzionerà a metano, al 5% delle sue potenzialità.

«Abbiamo faticato molto, e molti di voi lo sanno – ha spiegato entusiasta l’Ad di Enel Fulvio Conti – il nostro applauso e il nostro riconoscimento vanno prima di tutto agli oltre 3 mila operai che hanno lavorato nel cantiere per oltre 15 milioni di ore. Sudore, PRIMAintelligenza, esperienza e purtroppo anche dolore hanno costruito questo impianto». Il ricordo, commosso, è andato quindi a Michele Cozzolino ed Ivan Ciffary, le due giovani vittime di Tvn. Nelle prime file era seduta proprio la moglie di Cozzolino, Maria Pia, emozionata. Un applauso sincero è giunto da parte dei tanti operai presenti, delle autorità e del presidente di Enel Piero Gnudi. «Abbiamo subito due gravissime perdite – ha aggiunto Conti – per realizzare questo esempio di tecnologia avanzata visitato da governi di tutto il mondo. In questi anni abbiamo cercato il confronto continuo con le popolazioni, con le istituzioni locali, anche con i gruppi antagonisti. Siamo convinti di aver offerto, anche con il contributo del Governo, della Regione, dei Sindaci, trasparenza e disponibilità ed un modello di relazioni che fa dell’area di Civitavecchia un avamposto della tutela dell’ambiente e della salute. E siamo soddisfatti anche per il modello di relazioni industriali, che ha consentito la gestione esemplare e senza conflitti di uno dei più grandi cantieri d’Europa». La centrale è costruita, ora bisogna guardare avanti. E lo ha sottolineato lo stesso Conti. «In quest’area stiamo realizzando importanti parchi eolici, impianti fotovoltaici ed il porto elettrificato, primo esempio nel Mediterraneo – ha aggiunto – attorno alla centrale si svilupperà, inoltre, un indotto di imprese moderne ed efficienti. Siamo impegnati, ora, a completare la centrale, ma soprattutto a far sì che questa giornata sia l’avvio di una nuova stagione energetica per l’Italia».

E proprio di una nuova pagina per l’Italia ha parlato il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. «Pur nell’importanza di questa centrale – ha spiegato – il significato di questa giornata va oltre. Il suo avvio rappresenta il primo passo della PRIMAnuova politica energetica del Governo. Una politica che punta alla diversificazione delle fonti energetiche e che mira a raggiungere un obiettivo: un mix energetico composto del 50% di combustibili fossili, del 25% di fonti rinnovabili e del 25% di nuclerare». E anche qui Enel sarebbe già pronta a scendere in campo. «Siamo leader nelle tecnologie rinnovabili – hanno spiegato dalla dirigenza – e in quelle nucleari».

 «Si cambia strada, si volta pagina, si avvia un nuovo percorso – ha aggiunto il ministro Scajola – il grande investimento dell’Enel, le altissime tecnologie, la capacità di discutere con il territorio e le professionalità messe in campo, anche con la perdita di qualche vita umana, ci hanno permesso di arrivare fino a qui, fino alla costruzione del cantiere più grande e tecnologico di Europa. Questo impianto rispetta le regole e gli standard per la salvaguardia della salute e dell’ambiente».

E poi, rivolgendosi anche ai manifestanti fuori i cancelli, ha aggiunto: «Sono rimasti in pochi ad essere contrari a questa centrale. Ma verranno smentii dai fatti. E’ solo questione di tempo». Ci ha pensato poi il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, la cui presenza è stata MARRAZZOcriticata dagli oppositori al carbone che ricordavano la sua contrarietà alla centrale espressa in campagna elettorale, a ribadire la difficioltà di questo percorso. «Le amministrazioni locali avevano chiesto una scelta diversa – ha spiegato – il gas. Abbiamo cercato un percorso complesso in cui è stata messa in pericolo anche la tenuta sociale del territorio. Così ho pensato di fare in modo che la ferita non si allargasse. C’è bisogno di scelte

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