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Un anno di indicazioni contraddittorie

Abbiamo ripercorso, attraverso gli atti, la storia della condotta di Aurelia. Il Sindaco prima ha commissionato un progetto agli uffici, approvato in Giunta, poi ha cambiato linea. A febbraio Moscherini stabilì l’affidamento esterno della progettazione esecutiva delle opere idriche

Abbiamo ripercorso, attraverso gli atti, la storia della condotta di Aurelia. Il Sindaco prima ha commissionato un progetto agli uffici, approvato in Giunta, poi ha cambiato linea. A febbraio Moscherini stabilì l’affidamento esterno della progettazione esecutiva delle opere idriche

CIVITAVECCHIA – In attesa di risposte (nel merito, oltre alla demagogia contro la stampa) da parte del Sindaco e dell’assessore Zappacosta, sono gli atti a cominciare a far chiarezza sulla vicenda della condotta idrica di Aurelia. La Provincia ha potuto ricostruire il lungo iter che ha portato alla situazione attuale. Tutto è cominciato subito dopo le elezioni dello scorso anno. A fine giugno, infatti, in vista della scadenza dei termini per la presentazione di progetti su cui ottenere finanziamenti, il sindaco Moscherini sollecitò tutti gli uffici a presentare elaborati su cui poter deliberare e poi chiedere fondi. Così, il 27 giugno la Giunta approvò la delibera 55 per chiedere finanziamenti alla Regione per i lavori di risanamento idrico dell’area S.Agostino-Pantano, approvando contestualmente il progetto esecutivo per un importo complessivo di 620.000 euro. Il dirigente all’epoca era l’architetto Pietro Angelo Collia. Gli uffici, vista la ristrettezza dei tempi a disposizione, presentarono un progetto non corredato di alcuni elementi significativi, che avrebbero poi comportato, in caso di finanziamento da parte della Regione, il successivo adeguamento progettuale sia in termini tecnici che finanziari. L’obiettivo, a pochi giorni dal fatidico 30 giugno, era quello di dotare a tempo di record l’’’amministrazione del Fare’’ di uno strumento per cantierare l’opera in tempi rapidi e per chiedere i relativi finanziamenti. Si arriva poi a fine anno, quando – ricevuto dall’Enel l’addendum di 10 milioni di euro alla convenzione – 3 milioni vengono impegnati per finanziare opere idrauliche. Il 13 dicembre, con la delibera 270, la Giunta approvò tre progetti definitivi: 2 lotti per il contenimento delle perdite idriche (per complessivi 500.000 euro) e 2,5 milioni per il potenziamento e la razionalizzazione della rete idrica cittadina di adduzione e distribuzione. L’importo di appalto venne fissato in 2,1 milioni, poi divenuti 1,9 milioni. A febbraio, poi, dopo una riunione di un tavolo tecnico allargato convocato dal Sindaco, Moscherini decise per l’affidamento esterno della progettazione esecutiva di tutte le opere idriche, riferite al definitivo da 2 milioni e mezzo di euro. E’ successivamente a questo incontro che appaiono i tecnici esterni della società di ingegneria idraulica romana, che effettuano sopralluoghi, chiedono e ottengono dati sulle portate erogate dagli acquedotti, sul numero delle utenze, sulle grandi utenze, per arrivare poi a produrre una serie di elaborati grafici ed una relazione idraulica, con previsioni che hanno destato le perplessità già riferite, circa il diametro delle condotte e con l’incertezza di altri dati, con il risultato di rendere impossibile procedere alla redazione del computo metrico e la successiva decisione, come indicato dal Sindaco, di attivare le procedure per l’affidamento esterno della progettazione. In tutto questo, restano gli interrogativi richiamati da Balloni e da Piendibene, circa il ruolo dei tecnici esterni e l’opportunità di procedere ad una nuova progettazione, dopo l’approvazione dell’esecutivo redatto internamente dal Comune. Ma non è escluso che da tutte le carte prodotte, a vario titolo, possano uscire altre sorprese.

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