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Una piscina termale per l’Aquafelix

Il parco turistico chiede al Comune l’autorizzazione per l’uso delle acque. Farina: «Vogliamo realizzare un’area benessere per l’inverno»

Il parco turistico chiede al Comune l’autorizzazione per l’uso delle acque. Farina: «Vogliamo realizzare un’area benessere per l’inverno»

FARINACIVITAVECCHIA – Con il 2008 torna di attualità il tema del termalismo. Cavallo di battaglia di tutte le amministrazioni comunali degli ultimi 30 anni, la questione termale negli ultimi tempi sembrava aver perso il suo appeal, soprattutto dopo essersi impantanata tra fallimenti e tentativi di transazioni, con il risultato che lo scheletro della struttura termale iniziata negli anni scorsi e poi sequestrata per la procedura fallimentare, è diventato un vero e proprio monumento dello spreco e dell’incapacità di una città intera di sfruttare le occasioni di sviluppo. In attesa che venga definita la questione aperta tra gli eredi dell’imprenditore Aldo Mastrofini ed il Comune per la transazione che dovrebbe sbloccare la situazione, c’è da chiarire quali siano i progetti degli imprenditori che quasi tre anni fa acquistarono all’asta i terreni circostanti. Tra loro ci sono opertori del settore, proprietari di alberghi che finora, nonostante il pagamento già avvenuto all’asta, sono rimasti alla finestra.
Nel frattempo, comunque, c’è chi ha rotto gli indugi: il titolare di Europark, la società proprietaria dell’Aquafelix, Franco Farina, annuncia infatti di essere pronto, da subito, a partire con un investimento di oltre 500.000 euro, per trasformare un’area del parco acquatico in un parco termale.
«Abbiamo richiesto – spiega Farina – di poter utilizzare l’acqua termale per realizzare una piscina termale ed un centro fitness e beauty. L’idea è quella di costruire accanto al Flentum, dotando la nuova vasca di lettini con idromassaggio. Siamo convinti che l’impianto potrebbe attirare visitatori tutto l’anno e che sarebbe un primo passo verso il sospirato termalismo. Abbiamo già avanzato la proposta al Sindaco, che è apparso interessato al progetto, così come del resto l’assessore all’Ambiente Attig. Ad ogni modo, noi siamo pronti a partire: in base anche alle captazioni fatte a suo tempo risulta che non ci sono problemi, né per la temperatura dell’acqua, che è di 57 gradi, né per la sua quantità o pressione. Perciò entro gennaio speriamo di avere una risposta da palazzo del Pincio, dove comunque mi risulta ci sia molta attenzione per tutto il progetto termale. Ora, l’importante è partire, poi per quanto ci riguarda siamo interessati a qualsiasi ulteriore, possibile, sviluppo».

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