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Usura, arrestato ex funzionario della Banca di Roma di Viterbo

USURAIOE’ stato arrestato alle prime luci dell’alba A.V. un noto funzionario di Banca di Roma (ora in pensione) di Viterbo, proprietario anche di un avviato negozio di cucine sulla via Cassia. Le ipotesi di reato contestate congiuntamente dai P.M. Laura Centofanti e Fabrizio Tucci dalla Procura della Repubblica di Viterbo, sono usura aggravata e continuata. La storia ha origine da una denuncia presentata da un notissimo commerciante di motociclette, alcuni mesi fa, ai Carabinieri del Nucleo Operativo di Montefiascone L’imprenditore, come purtroppo spesse volte accade, trovandosi in difficoltà economiche è incappato in una rete di usura che lo stava lentamente conducendo alla morte commerciale se non avesse trovato la forza ed il coraggio di dire basta e denunciare tutto ai Carabinieri. L’indagine, denominata “DUE RUOTE”, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Montefiascone, comandato dal Ten. Antonio Di Cristofaro, attraverso una specifica attività di osservazione, di intercettazioni telefoniche ed ambientali, nonché un accurato esame documentale della movimentazione bancaria dell’arrestato, hanno consentito non solo di determinare l’esatta dinamica dei flussi economici, hanno altresì permesso l’emersione di ulteriori quattro persone offese, incappate nella medesima rete di usura. Anche questi quattro, al pari del commerciante di motociclette, sono piccoli imprenditori artigiani e commerciali di Viterbo che, trovandosi in condizioni di bisogno economico si sono rivolti al “credito non convenzionale” dell’usuraio. Il volume di denaro movimentato complessivamente si aggira intorno al milione, milione e mezzo di euro. I tassi di interesse applicati sono stati valutati da specifica perizia tecnica intorno al 8% su scala mensile, al quale si sommavano sistematicamente interessi composti fino a raggiungere cifre iperboliche che superano il 350-400% di interesse passivo annuo. Circuito vizioso dal quale chi entra ne esce solo se decide di denunciare il fatto. L’indagine ha consentito l’identificazione e la denuncia di altre tre persone, tutte facenti capo all’usuraio –bancario, ed ognuna di esse con un compito ed un ruolo ben preciso. F.V. di Viterbo acconsentiva l’utilizzazione di conti correnti bancari a lui intestati, destinati all’emissione di assegni oggetto di prestiti usurai; B. G. e B. A. riciclavano gli assegni “sporchi” attraverso i quali le vittime dell’usura saldavano i loro debiti, altri soggetti, fisicamente dotati erano preposti alle intimidazioni più o meno velate, finalizzate a ricordare le scadenze dei pagamenti. Una vera e propria macchina da soldi, che ha fatto della posizione professionale dell’arrestato il suo punto forte. L’arrestato era preposto alla gestione incaglio ufficio recupero crediti della Banca di Roma di Viterbo. Il lupo a guardia degli agnellini se si pensa che da questa postazione di lavoro si ha la possibilità di individuare tutti i correntisti in difficoltà dando modo allo stesso lupo di “intervenire” mascherato da pastore. L’indagine non termina con l’arresto di questa mattina, infatti, i Carabinieri di Nucleo Operativo Montefiascone sono ancora al lavoro dal momento che stanno emergendo ulteriori persone offese, ed il coinvolgimento nella “macchina da soldi” di altri personaggi. Il reato di usura è subdolo ed insidioso dal momento che, inizialmente, il prestito è visto come una boccata di ossigeno puro per colui che lo ottiene, successivamente, ma molto rapidamente l’ossigeno si trasforma in anidride carbonica fino al soffocamento ed alla relativa morte commerciale. Denunciando l’episodio, come nel caso di specie, si ha la possibilità di uscire dal giro di usura, ed ottenere finanziamenti particolari, desinati proprio alle vittime di questo reato, attraverso specifiche richieste rese operative dalla L. 44/1999. La Prefettura di Viterbo, proseguendo la linea operativa fissata con il protocollo d’intesa firmato il 07.03.2007 con Banca D’Italia, proprio alcuni mesi fa, ha siglato un accordo-quadro con banche, associazioni di categoria e confidi, finalizzata a rafforzare quella rete di collaborazione tra istituzioni, società civile e sistema bancario, fondamentale per combattere la piaga subdola che attanaglia in modo particolare le aziende medio piccole in difficoltà economiche, determinate, a volte, anche dalle regole imposte dall’accordo internazionale “Basilea 2” sui requisiti patrimoniali che prevedono una assai ridotta linea di credito convenzionale alle imprese che non brillano. Anche, ma non solo per queste ragioni, i Carabinieri di Montefiascone invitano chiunque si riconosca vittima di usura, sia per lo specifico caso, ed in generale, ad armarsi di coraggio e fiducia per denunciare i fatti.

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