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Vinaccia: &laquo;Sui rifiuti non serve uno spirito da crociata&raquo; <br />

CIVITAVECCHIA – Anche il vicesindaco Gino Vinaccia ha voluto dire la sua sul tema dello smaltimento dei rifiuti a Civitavecchia. E ha deciso di farlo, dopo che anche il sindaco Moscherini nei giorni scorsi ha indetto una conferenza sull’argomento e che numerosi esponenti della maggioranza e dell’opposizione hanno espresso la loro opinione a proposito di pirolisi, termovalorizzatori e discariche. «Si deve affrontare in modo diverso un problema così complesso e difficile da gestire come quello dei rifiuti. In città – ha detto Vinaccia – l’approccio è sbagliato, dovrebbe essere tecnico e scientifico e non politico, o meglio ‘‘politicante’’. Sono 20 anni che a Civitavecchia si parla impropriamente di emergenza rifiuti, si può definire dunque un fallimento della politica. Dispiace vedere come molti ex amministratori o attuali consiglieri comunali che sono stati amministratori affrontino l’argomento con uno spirito da crociata, da entrambe le parti, sia nella maggioranza che nell’opposizione».
No alle divisioni politiche interne, dunque, per il vicesindaco Vinaccia e una maggiore attenzione per le possibili alternative. «Stabilito che non è pensabile buttare i rifiuti a mare – ha specificato il vicesindaco – le soluzioni che si prospettano all’orizzonte sono tre: o la discarica classica, possibilmente con un selezionatore a monte che riduca la quantità di rifiuti, che però è un sistema che la Comunità europea e il Governo italiano non incentivano affatto ed anzi spingono ad abbandonare; o il trasferimento dell’immondizia fuori dal Comune, ma in questo caso bisogna essere onesti e dire ai cittadini che tutto questo avrà un costo non indifferente per loro; infine si può scegliere la termodistruzione dei rifiuti attraverso varie tecniche (pirolisi, gassificatori, etc), tutti sistemi tecnici che però vanno conosciuti e studiati. L’ideale – ha aggiunto – sarebbe andare a vedere i vari tipi di impianti in altri Paesi o città italiane che li utilizzano e analizzarli attraverso l’aiuto di tecnici specializzati. A quel punto, e solo allora, ognuno si sarà fatto la propria idea e dunque avrà un senso andare in Consiglio comunale e decidere. Farlo adesso, senza alcuno strumento di conoscenza, sarebbe poco professionale». Per quanto riguarda i tempi di decisione, Vinaccia ha ricordato che l’Amministrazione ha circa un anno di tempo, coincidente con l’autonomia fornita dall’attuale discarica, per trovare la soluzione migliore. «Si potrà andare in Consiglio anche prima di Pasqua – ha detto – per dare un indirizzo definitivo alla questione, dopo di che ci vorranno almeno 7 mesi per costruire qualsiasi tipo di impianto». Il vicesindaco ha poi precisato che nella futura struttura è impensabile che si possano smaltire tutti i rifiuti del Lazio, e ipoteticamente anche quelli della Campania: «È chiaro che il Lazio ha un problema rifiuti. Proprio per questo il presidente della Regione Marrazzo ha dato indicazioni perché si realizzino 4-5 impianti di termodistruzione, almeno uno per provincia, e uno a carattere sperimentale come la pirolisi, che è una tecnica innovativa. Ma sarebbe sciocco – ha concluso Vinaccia – pensare di distruggere tutti i rifiuti di una Regione in un’unica città, come potrebbe essere Civitavecchia».

 

SIMONE CARLETTI

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