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Hcs, la maggioranza approva la fusione

Hcs, la maggioranza approva la fusione

Holding e Civitavecchia Infrastrutture da unire per salvare i lavoratori, il consiglio comunale dice sì. Il piano elaborato sarà ora presentato al Tribunale che deciderà se avviare o meno le procedure di fallimento della partecipata. Il 24 aprile i sindacati andranno in Regione per verificare ulteriori soluzioni

CIVITAVECCHIA – La maggioranza ha mantenuto la sua linea e ha votato, con i suoi soli voti, la delibera presentata più volte nei giorni scorsi dal sindaco Tidei e votata all’unanimità dalla Giunta. Un voto non facile quello avvenuto ieri alla Pucci a causa delle contestazioni, animate, sia da parte dei consiglieri di opposizione che a più riprese hanno tentato di bloccare il trasferimento e l’alienabilità dei 178 appartamenti che il Comune intende trasferire in Civitavecchia Infrastrutture per dotarla del capitale necessario a rendere possibile la fusione tra questa e la holding. Tanto che la minoranza aveva anche chiesto l’inserimento di un sub emendamento (bocciato dalla maggioranza) in cui si escludevano dal trasferimento tutte le proprietà che il Demanio aveva ceduto al Comune (di fatto i 178 appartamenti in questione).  E tra i nodi sollevati dalla minoranza ci sarebbe anche l’assenza ad oggi del concordato: «Per far sì che il giudice fallimentare autorizzi la ristrutturazione il 60% dei creditori deve accettare la riduzione del credito da 100 a 60. Ad oggi però il 60% non sembra essere stato raggiunto – hanno spiegato dai banchi dell’opposizione – e senza questo punto fondamentale è impossibile che il tribunale autorizzi il piano e non dichiari il fallimento della società». Un punto che a quanto pare la maggioranza conta di risolvere entro il sette maggio, prima dunque che il giudice del tribunale di Civitavecchia si pronunci. A mancare all’appello infatti, secondo quanto spiegato dal sindaco Tidei, sarebbero i due più grandi creditori: uno di questi proprio il gestore della discarica. La Mad.
E a far respirare un’aria tesa alla Pucci, ieri pomeriggio, non era certamente solo la polemica nata sulla storia infinita di Hcs tra maggioranza e opposizione. Contestazioni sono piovute anche da parte dei lavoratori che in massa hanno partecipato alla massima assise cittadina, con al loro fianco le organizzazioni sindacali. Da loro la richiesta di rinviare la votazione a dopo il 24 aprile. Giorno in cui incontreranno la Regione Lazio per verificare insieme se esistono le possibilità di salvare la società e tutti i dipendenti in un modo che non implichi la vendita dell’80% delle quote dei due rami d’azienda che si occuperanno di servizi di igiene urbana e trasporto pubblico e che sorgeranno proprio dalla fusione e dalla liquidazione di Città Pulita e Argo (che chiuderanno i rispettivi bilanci in negativo). Intanto all’interno della delibera, per cercare un punto di incontro con i sindacati e i dipendenti, la maggioranza ha votato a favore di un emendamento che stabilisce che a parità di offerta per l’acquisizione dell’80% delle quote dei due nuovi rami d’azienda, avranno la precendenza fondazioni o enti pubblici. Approvato inoltre anche l’emendamento che stabilisce che i nuovi livelli contrattuali dei dipendenti che saranno trasferiti nella nuova società, saranno concordati insieme alle organizzazioni sindacali. Cosa certa è che, dopo il 7 maggio, qualora il tribunale non dovesse decretare il fallimento della società, si dovrà tornare ancora in Consiglio Comunale.

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