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«Dopo due anni, ancora senza stipendio»

TOLFA. LA DENUNCIA DELLE ASSISTENTI DELL’INFANZIA

TOLFA. LA DENUNCIA DELLE ASSISTENTI DELL’INFANZIA

TOLFA – Santa Severa nord: assistenti all’infanzia ancora senza stipendi. A denunciare il fatto alcune lavoratrici occupate fino allo scorso anno, nel progetto ‘‘Spazio bimbi’’, nella scuola dell’Infanzia di Santa Severa nord. «A distanza di due anni, non abbiamo ancora percepito alcune retribuzioni e neanche un euro del Tfr relativi all’anno 2011 – scrivono alcune delle assistenti – dopo innumerevoli tentativi fatti per ottenere quanto faticosamente guadagnato, la Cooperativa ‘‘Valcomino’’ (titolare del servizio) ha sempre dichiarato che la causa della mancata elargizione degli emolumenti era da attribuire esclusivamente ai ritardi con i quali venivano effettuati i pagamenti da parte delle amministrazioni di Tolfa e Santa Marinella». Per avere quanto dovuto, le assistenti hanno provveduto ad informare anche alcuni assessori di entrambe le amministrazioni, «ma questi – proseguono le assistenti – hanno smentito quanto affermato dalla Valcomino, e promesso a più riprese un loro pronto intervento». Le assistenti però denunciano che attualmente «Trascorsi circa due anni non si è venuti a capo di nulla. Non sono servite a niente nemmeno le rassicurazioni ricevute negli incontri avuti con i due sindaci Luigi Landi e Roberto Bacheca, i quali dopo aver affermato in prima battuta di non essere al corrente della situazione ci avevano promesso una celere e personale verifica. In compenso però hanno pensato bene di assegnare nuovamente il servizio alla Valcomino per il doposcuola della Primaria. Non chiediamo che i politici risolvano i nostri contenziosi, ma almeno ci spieghino come mai una pubblica amministrazione, consapevole che un’azienda non paga i propri lavoratori, continua ad affidare alla stessa appalti finanziati con i soldi pubblici. Almeno in sede di rinnovo dell’appalto, gli amministratori, se avessero voluto, sarebbero riusciti ad ottenere maggiore tutela per i lavoratori. Evidentemente non sono gli interessi dei lavoratori ad essere al primo posto». (Ro.Mos.) 

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