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Acqua all’arsenico, la verità di Colletti

Cerveteri. Il presidente della società dei servizi interviene sul caso

Cerveteri. Il presidente della società dei servizi interviene sul caso

CERVETERI – Acqua all’arsenico: il presidente della Multiservizi caerite, Alberto Colletti, interviene per chiarire la situazione, dopo l’accusa piovuta sul Comune circa la mancanza di tempestività nella comunicazione sull’inquinamento. «La scoperta di tracce di arsenico in uno dei pozzi dell’acquedotto comunale è avvenuta a seguito del costante monitoraggio delle acque effettuato dalla Multiservizi Caerite spa – dice il presidente – e non certo per opera di altri soggetti di ogni ordine, natura e grado. La notizia di tale presenza comunicata dalla Asl il 22 giugno, oltre i limiti consentiti dalla Regione, è stata immediatamente comunicata al sindaco ed al sevizio Manutentivo e Ambiente del Comune di Cerveteri dal Direttore Tecnico della Multiservizi Ing. Paolo Pravato nella stessa data e con proposta di emissione di opportuna ordinanza per la non potabilità in attesa di effettuare nuove e approfondite analisi». «Contestualmente – prosegue Colletti – venivano richieste dalla Multiservizi nuove analisi alla società Ecologica Scarl. In data 26 il sindaco del Comune di Cerveteri emetteva l’ordinanza n.50 con la quale ordinava alla Multiservizi di eseguire immediatamente una serie di analisi chimiche e batteriologiche intrattenendo i necessari rapporti con i competenti uffici USL di Bracciano e comunicando tempestivamente alla A.C. gli aggiornamenti in merito per la revoca dell’ordinanza». Analisi che nel contempo erano state già richieste dalla Multiservizi. «In questa fase i tecnici della Multiservizi e gli operai della società conduttrice hanno comunque attuato tutti gli accorgimenti utili alla rimozione del problema – spiega il presidente della Multiservizi – In data 28 giugno la società Ecologica eseguiva nuove analisi che davano risultato positivo con valori nella norma Il 6 luglio la ASL ha provveduto ad effettuare nuove analisi su nostra richiesta e, nonostante le continue pressioni ad oggi non abbiamo ancora i risultati delle stesse che ci auguriamo siano in linea con quelle della società Ecologica”. “Il tecnico responsabile di Multiservizi congiuntamente ai tecnici Ecologica – assicura Colletti – hanno messo a punto in questi giorni procedure e modalità di intervento tali da bloccare il fenomeno nel giro di pochi giorni. Questa la nuda cronaca degli avvenimenti per chiarire che tutto quanto doveva essere fatto da parte nostra (nulla escluso: basta leggere attentamente gli atti)) è stato compiutamente ricercato ed effettuato”. Il fenomeno tra l’altro ha storia datata, sostiene il presidente della spa, anche se oggi da molti dimenticata: risalirebbe al 5 gennaio 2004 l’ordinanza n. 1 di non potabilità che richiamava l’ordinanza n. 170 del 26.10.1995 ribadita dall’ordinanza del 04.12.1999 e solo parzialmente revocata dalla ordinanza n. 123 del 3 agosto 2001. Circa 12 anni fa. “Questo consiglio di Multiservizi non era in carica nel periodo – spiega Colletti – a differenza di molti soggetti che in questo tempo potevano fare molto. Ciò per confermare l’assoluta attenzione posta dalla Multiservizi che intende rassicurare tutti sulla necessaria prevenzione. L’allarme di questi giorni , se pur eccessivamente enfatizzato per le ragioni appena esposte, è comunque importante e l’impegno di chi richiede interventi è sicuramente pari al nostro. Strumentalizzazioni, notizie preconcette e scandalistiche lasciano il tempo che trovano”.

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