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Acqua, cambiano i parametri di potabilit&agrave; <br />

Dal Ministero interessanti novità sui trialometani: con deroga della Regione il limite consentito, da 30 micro g/l salirebbe ad 80. L’ assessore Enrico Zappacosta evita il discorso del caro bollette: «Se ne deve occupare l’ufficio patrimonio»

Dal Ministero interessanti novità sui trialometani: con deroga della Regione il limite consentito, da 30 micro g/l salirebbe ad 80. L’ assessore Enrico Zappacosta evita il discorso del caro bollette: «Se ne deve occupare l’ufficio patrimonio»

CIVITAVECCHIA – Conferenza stampa questa mattina al Comune, dopo le notizie allarmanti dei giorni scorsi, relative al problema dell’acqua. L’assessore ai Lavori Pubblici, Enrico Zappacosta, insieme ai tecnici dell’ufficio acquedotti e ad alcuni membri della commissione llpp, ha voluto fare chiarezza sul discorso della potabilità, riferendo che la situazione al momento sarebbe sotto controllo. Ha ripercorso poi le tappe della stagione estiva: «A partire da giugno abbiamo eseguito 150 interventi di riparazioni sulle condotte idriche cittadine». La novità assoluta della conferenza, riguarda il decreto del Ministero dell’Ambiente, che stando alle parole dell’assessore, consentirebbe alla Regione Lazio di concedere al Comune la facoltà di aumentare la soglia di tollerabilità dei trialometani presenti nell’acqua. Un aspetto che interessa particolarmente il Nuovo Mignone, che da tempo vive questo problema senza riuscire a trovare una soluzione definitiva, nonostante i continui prelievi dell’Arpa, finalizzati al monitoraggio dei livelli. Non più 30 mg/l la soglia massima accettabile, ma 80 come previsto dal decreto, destinato però a scontrarsi coi vincoli burocratici che probabilmente porteranno ad un notevole protrarsi dei tempi prima dell’entrata in vigore della recente disposizione, frutto di una deroga per ora non ancora concordata. Intanto l’acqua rimane non potabile, per via dell’ultima ordinanza del comune. Sul discorso del caro bollette, solamente accennato in conferenza stampa, Enrico Zappacosta se ne lava le mani: E’ una faccenda che dovrà chiarire l’ufficio Patrimonio».

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