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Acqua, consiglio comunale in alto mare <br />

L’assessore Zappacosta si è chiuso a riccio invocando la legge Galli che lega le mani alle amministrazioni. Dai lavori pubblici l’impegno verso lo smantellamento delle condotte idriche in eternit e l’aumento delle portate per San Liborio e Santa Lucia. Fiorentini chiede chiarimenti sull’operato degli uffici, Gino De Paolis vuole vederci chiaro sui litri secondo erogati dai cinque enti fornitori

L’assessore Zappacosta si è chiuso a riccio invocando la legge Galli che lega le mani alle amministrazioni. Dai lavori pubblici l’impegno verso lo smantellamento delle condotte idriche in eternit e l’aumento delle portate per San Liborio e Santa Lucia. Fiorentini chiede chiarimenti sull’operato degli uffici, Gino De Paolis vuole vederci chiaro sui litri secondo erogati dai cinque enti fornitori

CIVITAVECCHIA – Il Consiglio Comunale aperto sulle problematiche connesse all’attuale situazione del sistema idrico cittadino e sulle relative prospettive gestionali, è iniziato con una nota polemica sulla parte amministrativa. Mario Fiorentini infatti ha chiesto conto degli indirizzi consiliari del 2006, quando furono indicati ai dirigenti del comune i provvedimenti da adottare per ridimensionare i fenomeni negativi connessi alla questione acqua: «Siccome mi rendo conto che nulla è cambiato – ha affermato all’inizio della seduta – prendo atto che il ruolo del consigliere è delegittimato e lascio i banchi della Pucci». Inversione dei lavori quindi nonostante il parere contrario del sindaco Gianni Moscherini, così il consigliere di Rifondazione Comunista Gino De Paolis ha potuto intervenire prima e domandare delucidazioni all’assessore ai lavori pubblici Enrico Zappacosta. De Paolis, dai banchi dell’opposizione ha chiesto chiarimenti sulle portate idriche: «Spiegateci quanta acqua produce ognuno dei cinque fornitori, se la quantità di acqua erogata è la stessa che arriva alla città e se i contatori sono funzionanti». A seguire Zappacosta ha illustrato la sua relazione, ricordando che la legge Galli nel ‘94 ha messo in difficoltà le amministrazioni comunali, limitandone le sue competenze: «Abbiamo ancora 10 chilometri di condotta in eternit e possiamo solo fare interventi di riparazione». Ha plaudito al fatto che il servizio idrico sia rimasto pubblico l’assessore, ricordando gli interventi messi in atto per l’abbattimento dei trialometani e riferendo sulle future prospettive, come ad esempio il rafforzamento delle zone che soffrono maggiormente la carenza idrica, come San Liborio e Santa Lucia. Nessun accenno fino a questo momento alla parte finanziaria legata alle bollette dell’acqua e ai rapporti con i cinque enti fornitori, considerata tra l’altro l’inopportuna assenza dell’assessore al bilancio Pasqualino Monti.

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