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Acqua, l’assessorato dorme sonni tranquilli

Dopo il Consiglio Comunale del 7 dicembre nessun intervento è stato disposto per migliorare la condotta che serve Borgata Aurelia. Ancora da elaborare i progetti per il rifacimento della linea fatiscente, l’anno scorso la carenza idrica arrivò a maggio. Il prossimo 31 dicembre scade la deroga concessa dalla Regione Lazio per aumentare il limite di arsenico tollerabile 

Dopo il Consiglio Comunale del 7 dicembre nessun intervento è stato disposto per migliorare la condotta che serve Borgata Aurelia. Ancora da elaborare i progetti per il rifacimento della linea fatiscente, l’anno scorso la carenza idrica arrivò a maggio. Il prossimo 31 dicembre scade la deroga concessa dalla Regione Lazio per aumentare il limite di arsenico tollerabile 

CIVITAVECCHIA – Un assessorato ai Lavori Pubblici con l’acqua alla gola. Espressioni idiomatiche a parte, la situazione non è delle migliori, almeno per ciò che riguarda il settore idrico, al quale è arrivata una boccata d’ossigeno più onirica che reale, dopo il Consiglio Comunale aperto dello scorso 7 dicembre. «La condotta che serve la zona Aurelia – affermò l’assessore Zappacosta – sarà presto ripristinata con l’aiuto finanziario dell’Autorità Portuale». Per ora nulla si è mosso e l’ammessa riduzione di portate dovute alla fatiscenza della condotta del Medio Tirreno, nella quale confluiscono anche le acque del Siit, non è stata certo risolta. Si temporeggia ancora, nonostante i 3.000.000 di euro già assegnati al servizio idrico per migliorarne le prestazioni, seppure lo scorso anno, le zone di Santa Lucia, Borgata Aurelia e Pantano siano arrivate a patire i primi disagi già a partire dal mese di maggio. Rubinetti secchi e utenti costretti a ricorrere alle autobotti comunali, uno scenario destinato forse a ripetersi, se si considera che alle somme stanziate va aggiunta l’esecuzione di progetti tecnici ancora inesistenti e l’obbligatoria indizione di una gara d’appalto per l’assegnazione dei lavori. Quattro mesi soltanto per rimettere a posto le cose, pochi per attuare dei progetti avviati, insignificanti come in questo caso, per iniziative ancora da discutere. Eppure le premesse in Consiglio Comunale c’erano tutte, addirittura il sindaco Gianni Moscherini mise in conto ben 620.000 euro per il ripristino dei circa 14 chilometri di condotta in eternit che interessano la zona alta, progetto che però trovò ostacoli in fase di valutazione da parte del super dirigente Gianluca Ievolella. E i guai non vengono mai da soli. La partita dell’arsenico a quanto pare è ancora aperta e il prossimo 31 dicembre scade la deroga della Regione Lazio, che lo scorso aprile ha consentito il ritorno ai vecchi parametri di tollerabilità, i quali resero nuovamente potabile l’acqua nella zona alta di Civitavecchia, seppure i valori non sono mai scesi al di sotto dei 15 microgrammi per litro. Aspetti che però non preoccupano l’assessorato, che intanto sembrerebbe proiettato verso altre direzioni, nella consapevolezza di riuscire in tempo a far fronte a quei problemi che tanto fanno discutere la gente in coincidenza con l’arrivo delle stagioni calde. Di impianto pilota per l’abbattimento dell’arsenico nell’acqua, finora neppure si è parlato, mentre si fa sempre più impellente il rischio di rivivere la condizione di precarietà che ormai la città conosce bene e alla quale si starebbe tristemente abituando.

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