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Acqua, Moscherini e Porro contro il passaggio ad Acea <br />

I leader dei due schieramenti vogliono continuare la strada tracciata dal Consiglio Comunale. Il candidato del Patto per la Città scrive al Commissario Iurato: «Si rispetti il voto della massima assise».  Il suo avversario dell’Unione: «Il servizio idrico resti al Comune, ma l’adesione all’Ato è obbligatoria» 

I leader dei due schieramenti vogliono continuare la strada tracciata dal Consiglio Comunale. Il candidato del Patto per la Città scrive al Commissario Iurato: «Si rispetti il voto della massima assise».  Il suo avversario dell’Unione: «Il servizio idrico resti al Comune, ma l’adesione all’Ato è obbligatoria» 

D’accordo sullo stesso punto: il servizio idrico non può passare ad Acea Ato 2. I candidati sindaco delle due massime coalizioni: Gianni Moscherini del Patto per la Città e Nicola Porro per l’Unione si dicono convinti che l’acqua non possa essere ceduta a privati. Il leader delle larghe intese in particolare ha scritto al commissario straordinario Giovanna Iurato per manifestarle la sua preoccupazione circa alcune voci che, scrive Moscherini, paventerebbero sue «decisioni circa la cessione ad Acea di rami d’azienda o addirittura l’adesione ad Acea-Ato2. Vista la grande delicatezza che la questione riveste per tutti gli strati sociali della cittadinanza – prosegue il candidato sindaco nella missiva – la logica porta a credere che tale strada non possa essere intrapresa a un mese dalle elezioni. Una simile decisione sarebbe accolta con vivo allarme sociale, per ciò che essa comporterebbe”. Tanto più, sottolinea Moscherini, che “ il decaduto Consiglio Comunale ha svolto un’accurata analisi dei vantaggi e degli svantaggi connessi ad un ingresso nell’Ambito Territoriale Ottimale, arrivando non più tardi di tre mesi fa a revocare la precedente delibera di adesione, con decisione assunta all’unanimità».
Anche Nicola Porro, candidato sindaco dell’Unione la pensa allo stesso modo, mostrando di essere dunque agli antipodi della posizione dei Ds. “ E’ nostra ferma convinzione – sostiene Porro – e non da oggi, che l’acqua rappresenta un bene pubblico di primaria importanza che va salvaguardato da qualunque forma di privatizzazione, proprio per tutelarne la sua imprescindibile natura a beneficio della collettività. In tal senso il Consiglio comunale si è già espresso chiaramente contro la cessione del servizio idrico cittadino ad Acea Ato2 e questa decisione a nostro avviso va sostenuta con convinzione anche in futuro”. Secondo Porro però «non è invece possibile revocare alcun ingresso nel secondo Ambito territoriale ottimale, come inavvertitamente da Gianni Moscherini, dal momento che di Ato2 il Comune di Civitavecchia, come tutti quelli della Provincia di Roma, fa parte senza alcuna possibilità di revoca dall’approvazione legge Galli che ha per l’appunto determinato la nascita degli ambiti territoriali».

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