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Al mare tra topi, siringhe e divieti

Decine di bagnanti frequentano la Marina, nonostante degrado e pericoli. Nei giorni scorsi un bambino si è punto ad un piede, mentre le pantegane scorazzano indisturbate anche di giorno Una pulizia straordinaria non basta: occorre ridare un minimo di decoro a quella che doveva essere la ‘croisette’ cittadina 

Decine di bagnanti frequentano la Marina, nonostante degrado e pericoli. Nei giorni scorsi un bambino si è punto ad un piede, mentre le pantegane scorazzano indisturbate anche di giorno Una pulizia straordinaria non basta: occorre ridare un minimo di decoro a quella che doveva essere la ‘croisette’ cittadina 

di MASSIMILIANO GRASSO

Quello della Marina è uno scandalo in pieno centro, che non può essere cancellato da nessuna pulizia straordinaria. Due mesi fa, appena insediatosi, il sindaco Moscherini giustamente dispose un intervento di emergenza su quello che dovrebbe essere il biglietto da visita della città e ne rappresenta una delle vergogne a cielo aperto. Oltre ad Etruria Servizi furono coinvolte anche aziende private, che diedere il loro contributo per rendere almeno presentabile la Marina, che ancora una volta si faceva trovare dalla stagione calda come un immondezzaio a cielo aperto.
Giusto (e necessario) l’intervento, che però non può bastare, per una serie di motivi, come ha puntualmente dimostrato quanto accaduto nei giorni scorsi. Poco più di una settimana fa un bambino che passeggiava nell’area a ridosso del mare si è punto con una siringa usata, gettata in mezzo alla sabbia. Il piccolo è stato visitato in un ospedale romano: al momento non ha nulla, ma dovrà ripetere gli esami nei prossimi mesi per scongiurare il rischio di qualsiasi contagio.
Ma non ci sono solo le siringhe: i topi sulla spiaggia la fanno da padroni. Prima uscivano solo di notte, ora – stando anche alle segnalazioni pervenute in redazione, è un viavai anche di giorno, al punto che viene da chiedersi chi possa avere ancora il coraggio di recarsi alla Marina con i bambini o a prendere il sole, un po’ come del resto accade al Pirgo, per il cui arenile il Pincio aveva predisposto anche una gara di appalto, nonostante il divieto di balneazione, che peraltro esiste ben visibile anche alla Marina: ma entrambi vengono ignorati, come il ‘‘fognone’’ che scarica a pochi metri dai bagnanti.
Già due sindaci hanno favoleggiato sulla bellezza (futura) del sito, arrivando a tirare in ballo, per improbabili paragoni, Miami Beach o Cannes, con la Croisette, chiedendo ad un luminare come Fuksas di rendere bella quella che oggi è una colata di asfalto. A Moscherini, che viene dai porti, e sa che la sabbia – con quella inesistente barriera soffolta – sarà sempre destinata ad essere portata via dal mare, chiediamo almeno pulizia, sorveglianza e l’illuminazione, quasi sempre anch’essa inesistente. Non sarà l’America, ma almeno un minimo di decoro da presentare ai turisti e un po’ di sicurezza per chi non vuole rinunciare a topi e mare inquinato.

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