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Aldo Moro ‘‘rivive’’ al Galilei

«Se ci fosse la luce, sarebbe bellissimo». Queste parole di Aldo Moro, tratte da una delle sue ultime lettere provenienti dalla sua prigionia per mano delle Brigate Rosse e riferite all’aldilà hanno commosso tutta le persone riunite nell’aula magna della succursale cittadina del liceo scientifico statale “Galileo Galilei”. A parlare di Aldo Moro, della sua figura, della sua prigionia e dell’eredità politica ed umana che ha lasciato c’erano la figlia Agnese Moro ed il senatore Sergio Flamigni, noto per essere stato presidente della Commissione Moro ed autore di numerosi saggi e studi sulle vicende relative al sequestro ed all’omicidio dello statista. L’insegnamento del padre è stato sottolineato in tre punti da Agnese Moro «Primo diffidare dalla violenza fatta per contrastare qualsiasi cosa. giusta o meno – ha detto – poi imparare a conquistare giorno per giorno la democrazia. Infine scegliere sempre ciò che si vuole essere». Aldo Moro è stato ricordato come padre, molto impegnato quotidianamente nelle sue cose, e come studioso di diritto. Flamigni invece è stato sollecitato dagli studenti a tracciare un parallelo tra le Brigate Rosse di trent’anni fa e quelle che recentemente hanno tentato di riorganizzarsi. «Le nuove BR cercano di attentare all’ultimo pilastro della democrazia, il sindacato – ha detto il senatore compiaciuto della vitalità degli studenti – e mi sorprendo anch’io della contiguità tra la prima e l’ultima generazione di terroristi» ha ricordato alludendo alla recente decapitazione della struttura terroristica effettuata in seguito alle indagini organizzate dalla dottoressa Ilda Mocassini della Procura di Milano. L’appuntamento ha preceduto la rappresentazione di una piece teatrale che verrà messa in scena nel teatro Flaminia Odescalchi venerdì 16 marzo, ricorrenza del sequestro di Moro e dell’assassinio della sua scorta, nella sala Flaminia Odescalchi in via della Libertà.

Cris. Deg.

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