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''Alla minoranza alcune commissioni e deleghe''

Il sindaco Moscherini incontra l’opposizione e apre al dialogo prima della seduta di lunedì. La proposta in cambio della designazione unitaria di Francesco Cappellani come presidente del Consiglio. Le reazioni: Piendibene critico, più morbido Flamini. Oggi la decisione

Il sindaco Moscherini incontra l’opposizione e apre al dialogo prima della seduta di lunedì. La proposta in cambio della designazione unitaria di Francesco Cappellani come presidente del Consiglio. Le reazioni: Piendibene critico, più morbido Flamini. Oggi la decisione

   di FABIO MARUCCI

Mediazione, concertazione, confronto. Sembra iniziato sotto il segno dell’apertura al dialogo il rapporto tra il sindaco Gianni Moscherini e l’opposizione che stamattina è stata ricevuta al Pincio dal primo cittadino e dal suo vice Vinaccia. Sul tappeto le prossime scadenze che vedranno impegnata la massima assise ovvero la prima seduta di lunedì e la nomina del presidente del consiglio e dei presidenti di commissione. Come era prevedibile il sindaco ha avanzato la proposta ufficiale di Francesco Cappellani come presidente del consiglio perché, ha detto, «rappresenta un uomo d’esperienza in materia amministrativa e più in generale ritengo sia colui che ha i migliori requisiti per rivestire il ruolo di garante del funzionamento dell’assemblea, al di là del fatto che sia il consigliere che ha raccolto il maggior numero di preferenze. Per questo l’ho personalmente proposto sia alla maggioranza che alla minoranza e mi auguro che sulla sua persona si possa riscontrare il più ampio consenso in Consiglio Comunale».
Quindi Moscherini, qualora le minoranze dimostrassero la loro disponibilità, ha annunciato che concerederebbe loro parte delle presidenze delle commissioni e alcune delle deleghe del Sindaco, soprattutto, ha spiegato «quelle operative, che possono diventare uno spazio politico di lavoro comune per la maggioranza e la cosiddetta opposizione».
«Mi auguro – ha aggiunto – che questo modus operandi possa essere diffusamente approvato, fermo restando che se tale convergenza non dovesse concretizzarsi, siamo pronti ad operare in termini di maggioranza, comunque nell’interesse della città»
La minoranza si è per il momento limitata ad ascoltare, riservandosi di valutare la proposta fatta da Moscherini nella riunione di minoranza convocata da Porro, in cui soprattutto il gruppo consiliare dovrà decidere in generale l’atteggiamento da tenere in questa prima fase della consiliatura. Sull’argomento si è comunque già espresso negativamente il consigliere dei Ds Marco Piendibene, che ha giudicato “uno scivolone” il metodo con cui si è giunti all’incontro. «E di questo mi dispiace – spiega – perché le prime mosse di questa amministrazione mi erano sembrate per gran parte condivisibili. Non vedo però in questo caso molta differenza con quanto fece Saladini solo un anno fa con Cerasa. Diverso sarebbe stato se Moscherini si fosse presentato con una rosa di nomi o avesse chiesto un nostro contributo per scegliere il presidente migliore, anche tra la maggioranza. Così però non è stato e si è preferito invece arrivare all’incontro con un nome già pronto. A questo poi si aggiunge un’ulteriore caduta di stile, cioè l’aver convocato i segretari di partito anziché il gruppo consiliare, che è poi – conclude – quello che alla fine dovrà nei fatti esprimere le proprie preferenze».
Più cauto invece il segretario socialista Mario Flamini, che pur riservandosi di fare le proprie considerazioni in seno alla minoranza, sottolinea come l’impegno dei Socialisti Insieme sarà mirato a rasserenare il clima, perché, ha detto Flamini, «il Consiglio non sia più un’arena, ma un luogo di dibattito e di confronto politico».

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