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Alle urne il 27 e 28 maggio

Il Consiglio dei Ministri ha preso atto della proposta avanzata dal titolare del Viminale Amato sulle amministrative. Intanto al tavolo di questa sera i Ds si preparano a portare il solo nome di Nicola Porro, dopo il passo indietro dell'altra candidata della Quercia Rina Romagnoli. La Margherita punta invece su Rita Stella

Il Consiglio dei Ministri ha preso atto della proposta avanzata dal titolare del Viminale Amato sulle amministrative. Intanto al tavolo di questa sera i Ds si preparano a portare il solo nome di Nicola Porro, dopo il passo indietro dell'altra candidata della Quercia Rina Romagnoli. La Margherita punta invece su Rita Stella

Nicola Porro diventa il candidato unico dei Ds e sul suo nome converge anche Rifondazione Comunista. Comincia a delinearsi il quadro dell’Unione, in vista delle prossime elezioni. I tatticismi, che finora hanno impantanato i lavori del tavolo, facendo emergere i malumori di più di un alleato, evidentemente stanno cedendo il passo alla necessità, ormai evidente, di giungere alla stretta finale. E così dalla rosa dei nomi esce a sorpresa la dirigente Conad Rina Romagnoli, che al termine di una riunione presso la sede dei Ds questa mattina, ha deciso di fare un passo indietro e di mettersi a disposizione di quello che è ormai l’unico candidato ufficiale della Quercia, Nicola Porro. Un nome che trova d’accordo anche Rifondazione Comunista, che già nella riunione di ieri sera aveva detto di gradire la candidatura del professore universitario, dopo il ritiro dell’altro nome, ugualmente accetto, di Marco Piendibene. Resiste invece la candidatura dell’ex dirigente comunale Flaminia Tosini, avanzata da Ambiente e Lavoro, mentre salvo sorprese la Margherita dovrebbe puntare sul nome che da tempo circola, quello dell’ex vicesindaco e assessore alle Politiche Sociali Rita Stella. Nomi dei quali si è discusso nella riunione prevista per stasera alle 21 e del cui esito daremo conto nelle prossime ore. Resta congelata per il momento invece la proposta delle primarie, avanzata proprio dal partito coordinato di Valentino Carluccio, che alla riunione di giovedì sera ha incontrato un’accoglienza piuttosto fredda da parte degli alleati, con il risultato che alla chiamata alle urne del popolo del centro sinistra si giungerà solo se non ci saranno alternative e l’Unione non sarà in grado di individuare un solo candidato. Intanto sembra ormai certo che alle urne si andrà il 27 e 28 maggio. Questa almeno la proposta avanzata in Consiglio dei Ministri dal titolare del Viminale Giuliano Amato e che potrebbe presto trasformarsi in decreto. Ad essere interessati dalla tornata elettorale saranno 935 comuni, 163 dei quali sopra i 15 mila abitanti. Per questi ultimi, inclusa Civitavecchua, qualora nessuno dei candidati raggiungesse il 50% delle preferenze, è previsto un turno di ballottaggio il 10 e l’11 giugno.

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