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Ama, salta lo sciopero di sabato

di CRISTIANO A. DEGNI

Lo sciopero dei lavoratori Ama di Santa Marinella, indetto per sabato, non ci sarà.
La ragione principale è nel fatto che la sigla sindacale che ha organizzato la protesta dei lavoratori non ha regolarmente comunicato all’azienda l’intenzione di astenersi dal lavoro. I rapporti tra gli operai, consegnatisi da una settimana nel cantiere per protesta, e l’Ama si stanno avviando verso un ravvicinamento. Sono soprattutto gli operai a dare un segno tangibile di apertura verso l’azienda che proprio ieri ha fornito, in parte, il vestiario che loro chiedevano da settembre e per il quale erano già state effettuate le trattenute previste contrattualmente nella busta paga.
Insomma gli operai nonostante non siano state ancora accolte le loro richieste, se non in minima parte, hanno deciso di dimostrare apertura verso la loro azienda e disponibilità e abnegazione nei confronti della loro città. Da oggi riprenderanno a lavorare come di consueto senza però dimenticare le richieste, anche di regolarizzazione contrattuale, avanzate ormai da mesi.
La posizione del Comune in proposito è ferma e dura. Il sindaco Tidei parla di necessità di un servizio di qualità, di ripristino delle relazioni industriali tra l’azienda ed i suoi dipendenti, di inadeguatezza di mezzi messi a disposizione per espletare il servizio. Questo mentre era in riunione con il rappresentante della dirigenza della multiservizi romana.
Nei piani dell’amministrazione comunale c’è anche uno spin-off. La delegata del sindaco al problema dei rifiuti, Anna Maria Romitelli, ha spiegato che il Comune sta studiando la possibilità di scorporare dall’appalto con Ama lo spazzamento delle strade. Affidare il servizio alla società comunale Santa Marinella Servizi darebbe più flessibilità all’impiego del personale per le strade. Ama tuttavia non accetta un eventuale spacchettamento del servizio, ritenendo l’igiene urbana un unico ciclo che non può essere affidato a due gestori differenti. A rimetterci in effetti sarebbero i lavoratori, dodici dei quali destinati a transitare nella multiservizi: la differenza tra i due contratti applicati, a fine mese in busta, sarebbe di quasi 300 euro al mese in meno.

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