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Anni Verdi, i dipendenti incrociano le braccia

S. Severa. Agitazione all’interno della cooperativa che si occupa della struttura assistenziale locale Non percepiscono lo stipendio da mesi. Da oggi hanno interrotto il servizio di pulizia Tidei lancia l’aut aut: «I soldi o la revoca della gestione a Ri.Rei.». Robilotta: «Subito gara pubblica per nuovo affidamento»

S. Severa. Agitazione all’interno della cooperativa che si occupa della struttura assistenziale locale Non percepiscono lo stipendio da mesi. Da oggi hanno interrotto il servizio di pulizia Tidei lancia l’aut aut: «I soldi o la revoca della gestione a Ri.Rei.». Robilotta: «Subito gara pubblica per nuovo affidamento»

S. SEVERA – Ad Anni Verdi è il turno delle imprese di pulizia, per le quali è messo ora a repentaglio anche il livello occupazionale. La cooperativa che cura il servizio per la struttura assistenziale di Santa Severa non viene pagata da mesi ed ha deciso di incrociare le braccia. Il problema rischia di ripercuotersi sulla qualità del servizio reso agli assistiti, spesso pazienti con handicap grave. Il Consorzio Ri.Rei non nasconde le difficoltà finanziarie nelle quali versa la gestione «identiche – riferisce un portavoce – a quelle di tutta la sanità della regione. Il livello occupazionale nel centro di Santa Severa è molto elevato pertanto stiamo studiano una nuova pianta organica che ci dovrebbe consentire di rendere da soli anche il servizio di pulizia». Il sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei è preoccupato, alza il tiro e protesta con l’assessore alla sanità Augusto Battaglia, indirizzando a lui e al presidente della Regione Piero Marrazzo, una durissima lettera nella quale pone un aut aut: «Il pagamento immediato degli stipendi dei lavoratori delle pulizie o la revoca della concessione all’attuale gestione». «Registro con preoccupazione – scrive Tidei – l’atteggiamento di Anni Verdi e della sua responsabile Rosanna Varrone che ha trovato il modo di mettere alla porta i lavoratori che curano le pulizie nell’istituto già dalla precedente gestione. Con il pagamento degli stipendi in ritardo di tre mesi si negano i diritti acquisiti, si minaccia la qualità del servizio all’interno della struttura, si colpiscono i livelli occupazionali senza che la Regione si dimostri all’altezza della situazione». Severo anche il giudizio di Donato Robilotta, capogruppo di Npsi-RnP: «Unica via d’uscita la gara pubblica per l’affidamento, preceduta da una gestione diretta della Asl». «Il Comune – dice invece Tidei – è disponibile a subentrare nella gestione direttamente o insieme alla Asl». (Cris. Deg.)

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