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Ardita: «L’erosione marina colpisce le spiagge di Ladispoli»

Il consigliere comunale di An incalza il governo Prodi e la Regione Lazio

Il consigliere comunale di An incalza il governo Prodi e la Regione Lazio

LADISPOLI – «Dopo numerosi appelli degli operatori balneari alla stampa provinciale, il 25 luglio abbiamo assistito al patatrack della veranda dello stabilimento balneare DLF nel lungomare centrale di Ladispoli. Da anni i proprietari degli stabilimenti balneari Arcobaleno e DLF chiedono alla Regione Lazio di intervenire con un piccolo ripascimento di sabbia nera nelle loro spiagge, il silenzio e l’indifferenza delle istituzioni ha portato all’epilogo di questa storia, dove ci si muove solo dopo che accade qualcosa di grave». Come un fiume in piena il consigliere comunale di An, Giovanni Ardita, esordisce così per sferrare un attacco contro il governo Prodi e La Regio Lazio per la trascuratezza sul grave problema dell’erosione della costa che affligge Ladispoli. «Mi risulta – afferma Ardita -, che numerosi politici hanno sfilato nel lungomare centrale di Ladispoli promettendo un rapido intervento dell’amministrazione comunale e della Regione Lazio per risolvere il problema. Devo riconoscere che l’unica persona che ha preso a cuore la situazione è il consigliere Roberto Garau che più volte si è presentato al Comune denunciando la gravità della situazione. Dopo più di due anni dall’insediamento della giunta di sinistra alla Regione Lazio, gli unici comuni che godono di finanziamenti per realizzare delle opere sono Fiumicino e Civitavecchia, il nostro territorio da Cerveteri a Ladispoli è completamente dimenticato dai politici romani. Al contrario è solitamente puntuale l’interesse e l’intervento tempestivo dell’on. Francesco Aracri che ha urgentemente presentato un interrogazione al consiglio regionale del Lazio. Sono mesi che gli operatori balneari denunciano l’erosione della costa, chiedendo a gran voce il ripascimento o barriere particolari davanti agli stabilimenti.Cosa aspetta l’assessore all’ambiente Zaratti? Quattro stabilimenti balneari non sono nemmeno in condizione di installare gli ombrelloni nella striscia di spiaggia a loro assegnata. Il rischio tracollo economico è vicino. Il Governo Prodi invita l’agenzia del Demanio a riformulare gli estimi catastali degli stabilimenti balneari aumentando il loro canoni annui e la Regione nulla fa per aiutare gli operatori.

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